Photo album – Tuxedomoon al Duel Beat di Napoli – di Pietro Previti

Certo è che si sono un po’ anticipati sui tempi, ma i Tuxedomoon hanno già iniziato le celebrazioni in onore di “Half-Mute”, lo storico primo LP che vide la luce nel 1980 per la Ralph Records dei Residents; è pur vero, però, che la Band di San Francisco era attiva dal 1977, avendo superato la fase di rodaggio con la  pubblicazione di un paio di 7’’ e di EP. Proprio quell’anno Steven Brown e Blaine L. Reininger si erano incontrati ad un corso di musica elettronica e, ben presto, decisero di formare un gruppo diverso, originale, quasi antagonista con quanto stavano facendo i coetanei americani in ambito punk e new wave. Già all’epoca erano musicisti che sapevano armeggiare un buon numero di strumenti. Steven Brown suona i sassofoni alto e soprano, oltre alle tastiere ed al sintetizzatore è anche la voce principale. Blaine L. Reininger suona, invece, prevalentemente il violino, ma anche la chitarra, il basso, tastiere varie, la drum programming e si alterna al canto con Steven. Nel 1979 si aggiunse alla squadra anche un bassista, Peter Dachert che successivamente prese il nome d’arte di  Peter Principle. Così formati e trovando maggiore apprezzamento e riscontro di vendite in Europa piuttosto che negli US, agli albori degli anni Ottanta, dopo la pubblicazione del secondo album “Desire” (1981) i Tuxedomoon avrebbero intrapreso l’inevitabile decisione di trasferirsi nel Vecchio Continente, in Belgio, ove avrebbero firmato un contratto discografico con la locale Crammed Discs. Di lì a breve i  tour europei avrebbero ricompreso anche la nostra Penisola, il gruppo avrebbe tenuto concerti nelle principali città, stringendo rapporti con case discografiche e di distribuzione nostrane per una più capillare diffusione dei loro lavori sul suolo italico. Il concerto napoletano ha visto la line-up storica Brown-Reininger-Principle in compagnia di Luc Van Lieshout (tromba e armonica) anch’egli nei Tuxedomoon a partire dagli anni del trasferimento in Belgio. Il tour è dedicato alla memoria di Bruce Geduldig, l’artista visual scomparso a marzo di quest’anno. Bruce, oltre ad essere stato un loro storico collaboratore, era da considerarsi in un certo qual modo una sorta di componente aggiunto, apparendo inscindibili le sue immagini dai suoni della Band. Possiamo affermare senza mezzi termini che il set partenopeo ospitato nei locali del Duel Beat ed organizzato da SubCulture è stato bellissimo, compatto, senza sbavature. I quattro musicisti sono apparsi in piena forma e non si sono risparmiati per la gioia di tutti gli spettatori, tra questi anche alcuni “ragazzi” che avevano assistito ai loro primi concerti in città nel 1982 e 1983; e poi la musica. La musica dei Tuxedomoon è invecchiata bene, è ancora viva, pulsa e non dà tregua alcuna al pubblico ma ne richiede la totale attenzione/dedizione. A sfilare brani epocali come Nazca e 59 to 1, poi What Use? e Tritone, seguiti via via da tutti i brani del loro storico LP. Terminato il viaggio nei solchi di “Half-Mute”, sono seguiti come bis il medley East/Jinx da “Desire” e ancora  This Beast e Time to Lose dagli omonimi EP del 1982; per terminare infine con Muchas Colores, unico brano recente, tratto da  “Vapour Trails” del 2007. Mentre andavo via, ascoltando anche i commenti di qualche amico, avvertivo distintamente l’impressione di avere avuto la fortuna di assistere al concerto dell’anno, almeno qui in città.

Foto e articolo di Pietro Previti © RIPRODUZIONE RISERVATA

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