Photo album: Persian Pelican Live at Riot Studio Napoli – di Pietro Previti


Il comunicato stampa ci avverte (o forse sarebbe meglio dire ci minaccia) che Persian Pelican è “un progetto di musica folk manipolata geneticamente in cui Andrea Pulcini miscela songwriting americano, indigestioni di cinema iraniano e melodrammi di Douglas Sirk; racconti di carattere onirico e di piccole depravazioni quotidiane”. Già da alcuni mesi è uscito il suo terzo album intitolato “Sleeping Beauty”, prodotto da Bomba Dischi, Trovarobato e Malintenti Dischi. Viene definito come un lavoro solare ed evocativo, composto da tredici canzoni che danzano nella realtà per insegnare alla ragione il linguaggio dei sogni, soprattutto quelli ad occhi aperti. 
Registrato in terra marchigiana da Daniele Gennaretti (Bud Spencer Blues Explosion, Western Noise Orchestra, Vadoinmessico) il disco vede la partecipazione di numerosi ospiti (lo stesso Gennaretti al basso, Marcello Piccinini alla batteria, Paola Mirabella ai cori e batteria) e si avvale perfino della presenza del raffinato folksinger americano Tom Brosseau. Andrea ha presentato l’album anche a Napoli, negli accoglienti spazi del Riot Studio, lo scorso 5 Febbraio, continuando così un tour che lo terrà impegnato ancora per diverse date; ad attenderlo un buon numero di spettatori, alcuni dei quali già suoi attenti ascoltatori in occasione di un recente concerto tenuto ad Aversa nel mese di Dicembre. La set list ripropone praticamente per intero “Sleeping Beauty”, invertendo talvolta la scaletta dell’album ed  inserendo pochi ma significativi brani scelti dal precedente “How To Prevent A Cold, sua seconda opera pubblicata a fine 2012. Si succedono piccole perle sonore di misurato indie pop delicato ed intimista e vagamente psichedelico che lasciano intuire tutto il valore del cantautore marchigiano, accostato più di una volta a celebrità del genere alternative folk come Vic Chesnutt e gli Sparklehorse. Dalla romantica Daydream all’energica Final Explosion (unica testimonianza tratta da “These CatsWear Skirts To Expiate Original” suo primo lavoro risalente all’ormai lontano 2008) da una rarefatta Dolphin ad una scarnificata versione di Indian Ink. Forse, però, è proprio nel momento del bis, con l’omaggio all’indimenticata cantautrice licatese Rosa Balistreri che Andrea dà il suo meglio, offrendo una sensibile ma accorata versione di Ti vogghiu beni assai. Con quest’ultimo brano Andrea delinea anche un’ipotetica strada da percorrere in futuro, seguendo la quale non è detto che il nostro Pelican preferito non possa prendere il volo per abbandonare il sottobosco musicale italiano, seppure di qualità, per vette più elevate.

Foto e articolo di Pietro Previti © RIPRODUZIONE RISERVATA

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