Photo album: Emmanuel Ceysson in concerto a Napoli – di Pietro Previti

Conservatorio San Pietro a Majella (Sala Scarlatti). Napoli, 11 Marzo 2017 – In attesa dell’imminente nuova stagione di concerti e del ricco palinsesto di eventi culturali, il Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli ha ospitato la performance di Emmanuel Ceysson, prima arpa del Metropolitan Opera House di New YorkCeysson è considerato dalla critica internazionale l’enfant terrible dell’arpa in quanto sovverte con forza e virtuosismo i cliché ai quali, da sempre, è associato il suo strumento. Il contagioso entusiasmo e la sconfinata energia di Emmanuel rivelano l’arpa in tutto il suo scintillante splendore, in un mondo dove la poesia compete con il temperamento. Emmanuel Ceysson ha poco più di trent’anni ma può già considerarsi un veterano dell’arpa, avendo iniziato, appena maggiorenne, una brillante carriera internazionale. Oggi può essere considerato a ragione uno dei più importanti arpisti al mondo. 
Ha recentemente cominciato un nuovo lavoro come Prima arpa del Metropolitan Opera House di New York, dopo nove anni di successi presso l’Opera di Parigi. Dal 2005 è una presenza costante sulle principali scene del panorama internazionale, (Wigmore Hall, Salle Gaveau, Carnegie Hall, Vienna Konzerthaus, Berlin Philharmonie). Ha vinto la medaglia d’oro e un premio speciale all’USA International Harp Competition (Bloomington) nel 2004, primo premio e sei premi speciali alla New York Young Concert Artist Auditions nel 2006, primo premio alla prestigiosa ARD Competition di Monaco di Baviera a settembre 2009. Il  recital, svoltosi nella magnifica Sala Scarlatti già sala capitolare del convento,  è durato circa un’ora e comprendeva un programma di  musiche di Domenico Scarlatti (Sonate K 200 e K 466), Louis Spohr (Fantasie Op. 35), Elias Parish Alvars (Introduction and Variations on Bellini’s Norma, Op. 36), Claude Debussy (dai Préludes: Bruyeres e La fille aux cheveux de lin) e Nino Rota (Sarabanda e Toccata per arpa). Il concerto, peraltro, è stato l’evento conclusivo del breve soggiorno napoletano di Ceysson che è cominciato con una Master class per allievi uditori che si è svolta al Conservatorio di San Pietro a Majella nella stessa giornata. Sicuramente è fuori dal comune la capacità di Emmanuel Ceysson di catalizzare l’attenzione e l’apprezzamento del pubblico che al termine dell’esibizione lo circonda con calore ed affetto, quasi come fosse una sorta di moderno Chet Baker (quello fotogenico alla James Dean degli anni Cinquanta, per intenderci) con cui posare magari per uno scatto da postare in tempo reale su qualche social. E lui, disponibilissimo, non si è sottratto a questa cerimonia dei nostri tempi, conscio che la popolarità di un’artista, al di là della indiscutibile bravura, passa anche tramite questi canali, come dimostra l’impressionante quantità di “like” ai post che lo riguardano.

Foto e articolo di Pietro Previti © RIPRODUZIONE RISERVATA

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