Photo album: Andrea Chimenti canta David Bowie – di Pietro Previti


Lo scorso 19 Gennaio si è svolto presso il Teatro Alfieri di  Marano di Napoli il concerto- tributo Andrea Chimenti canta David Bowie a cura della locale associazione culturale Sant’Isidoro. Nella sua lunga carriera Andrea Chimenti ha incrociato più volte le musiche di David Bowie
Da qui la decisione di farne un vero e proprio spettacolo (interamente dedicato al genio londinese) che Andrea riprende periodicamente già da oltre 18 mesi e che solo ora arriva a Napoli per la prima volta, proprio a distanza di un anno dalla scomparsa del Duca Bianco. Si tratta, quindi, di un omaggio sincero, ideato e realizzato quando Bowie era ancora in vita e rappresenta un naturale prosieguo del percorso artistico di Chimenti, in attesa di un suo nuovo lavoro che tanto deve in termini di ispirazione e fascinazione all’universo artistico di Bowie. Va ricordato, inoltre che la carriera da solista di Andrea vanta una moltitudine di collaborazioni importanti, tra cui spiccano quelle di più ampio respiro internazionale con Mick Ronson (chitarrista e produttore proprio di Bowie) e gli ex Japan David Sylvian, Steve Jansen e Mick KarnChimenti ha proposto una scaletta di 14 brani, non necessariamente i più famosi ma quelli da lui più sentiti ed influenti, andando a pescare principalmente ed inevitabilmente, nel repertorio degli anni Settanta ma lasciando fuori, sorprendentemente, qualunque testimonianza degli Ottanta. I più bei brani della lunga carriera musicale del Duca Bianco, ideatore del glam rock e che ha attraversato cinque decenni di musica grazie alla sua natura poliedrica e alla sua capacità di reinventare nel tempo il proprio stile e la propria immagine, sono stati interpretati  da Andrea Chimenti in trio con Francesco Chimenti al pianoforte e violoncello e con Davide Andreoni alle chitarre e synth; entrambi membri della band Sycamore Age. Il concerto si apre con una catartica versione di Lazarus. Un brano rivelatore e liberatorio, ci ricorda che Bowie non è più tra noi e che siamo lì per rendergli omaggio perché la sua Musica è più viva che mai. Ecco, ora si può partire senza alcuna nostalgia o tristezza. Si comincia con un salto all’indietro di circa 45 anni per ritrovarci sperduti in uno stato di alienazione e solitudine nelle oscure profondità siderali di Space Oddity (1969). Seguono Lazy Stardust (da “The Rise and Fall of Ziggy Stardust”, 1972) album molto amato da Chimenti e Quicksand (da “Hunky Dory”1971). Dopo il balzo in avanti con Thursday’s Child, brano scritto da Bowie in collaborazione con Reeves Gabrels e pubblicato in “hours…” del 1999, seguono gli immancabili capolavori: Life on Mars? (sempre da “Hunky Dory”) e Rock ‘n’ Roll Suicide (anche questo da “The Rise and Fall of Ziggy Stardust”). Dopo un primo omaggio alla produzione più sperimentale di Bowie con la scelta di Wild is the Wind (da “Station to Station”, 1976) la set list propone l’immaginifica Starman (terzo ed ultimo brano tratto da “The Rise and Fall of Ziggy Stardust”) a suggello conclusivo della prima straordinaria fase artistica del Duca Bianco. Arriva il momento della Trilogia Berlinese, con la micidiale doppietta Fantastic Voyage e Yassassin (entrambe tratte da “Lodger”,1979) probabilmente la fase creativa ed innovativa di Bowie che Chimenti apprezza senza mezzi termini e che avverte chiaramente più vicina alla sua sensibilità artistica. L’esibizione termina con Where are We Now, brano recuperato dall’ancora recente “The Next Day” del 2013. Richiamato a gran voce per il bis, Chimenti ha riproposto altri due storici, famosissimi pezzi. Dopo Heroes, manifesto indiscusso dei sempre terribili anni berlinesi inserito nell’omonimo Lp del 1977, il concerto si conclude con l’apoteosi di Absolute Beginners, brano simbolo del film di Julian Temple, uscito nelle sale cinematografiche nel 1986 che ci ricorda come proprio Bowie sia stato l’iniziatore e l’ispiratore di tantissime mode e correnti musicali nell’ambito del Rock.

Andrea Chimenti, già leader dei Moda dal 1983 al 1989, è scrittore, poeta e designer. Nel suo curriculum anche una collaborazione con Mick Ronson, chitarrista e produttore proprio del “Duca Bianco” ma ciò che rende veramente superbo questo spettacolo sono le doti artistiche di Chimenti capace, senza scimmiottamenti, di valorizzare a pieno il patrimonio artistico lasciato da Bowie.
L’Associazione culturale Sant’Isidoro opera da cinque anni a Marano di Napoli promuovendo iniziative culturali di ampio respiro per offrire al proprio contesto  territoriale l’opportunità di fruire di eventi di spessore artistico sostenendo  iniziative di solidarietà sociale. Il ricavato del concerto, infatti, sarà devoluto in beneficenza.

Foto e articolo di Pietro Previti © RIPRODUZIONE RISERVATA

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