Peter Sinfield: il Poeta del Prog – di Capitan Delirio

Chi è il Re Cremisi? Alla sua corte l’uomo del ventunesimo secolo si manifesta in tutta la sua schizofrenia. Alla sua corte la figlia della luna sparge il suo candore argenteo danzando con le ombre e gioca a nascondersi con i fantasmi dell’alba. Alla sua corte il custode della città mette i sigilli ai sogni mentre il pifferaio purpureo incanta dolcemente per dimenticare le false dottrine. La Regina nera canta la marcia funebre e il giardiniere pianta un sempreverde calpestando un fiore. Nelle mattine grigie le vedove piangono e il menestrello giallo non suona, pizzica le corde e muove i burattini. Allora chi è il Re Cremisi? Nessuno sa chi sia questa figura misteriosa nata dalla penna del poeta Peter Sinfield e che ha dato il nome alla band dei King Crimson, riconosciuta, con il suo sound innovativo, come una delle band che ha dato vita al Progressive Rock. “Mentre io vedo cambiare gli orizzonti, faccio progetti insufficienti, inseguo il vento per assaggiare il dolce e l’aspro, afferro sogni premonitori, mi faccio idea che il Re Cremisi sia il Diavolo. Non il tanto conosciuto Satana contrapposto a Dio, ma un diavolo più primitivo, primordiale, una divinità ctonia. Detentore dell’energia di Madre terra, terribile e generosa; signore degli inferi, della morte sì, ma anche portatore di Vita, di passione, di fuoco, di desiderio, sesso e proliferazione. Una corte in cui i sogni vivono e il giocoliere tiene alta la mano”. Almeno… questa è la visione di Peter Sinfield. Usare simboli esoterici e occultisti sicuramente fa parte di una corrente di pensiero che attraversa buona parte della musica degli anni sessanta e settanta, a partire dai Beatles, passando per Led Zeppelin e Genesis e molti altri ancora… ma c’è da tenere molto in considerazione la formazione culturale del giovane Peter. Per un periodo della sua vita, da bambino, ha frequentato il circo, grazie alla vicinanza di una donna che ne faceva parte e che lo accudiva come un figlio, l’amica Maria Wallenda. Già l’equilibrista e il giocoliere sono figure simboliche di per sé. Poi, girovagando tra tendoni e roulotte con occhi curiosi e attenti, ha potuto trarre i segreti della veggenza di chiromanti e cartomanti che di sicuro lo hanno aiutato ad orientarsi nel mondo di immagini e cabala dei tarocchi. L’amore per la parola nella sua forma più pura e vera lo sviluppa a scuola sotto la guida del Tutor John Mawson. Per un altro periodo della sua vita ha frequentato una libreria di Nothing Hill a Londra, circolo per occultisti, specializzata in letteratura esoterica. Lì si è immerso nei versi sibillini di William Butler Yeats, William Blake, William Shakespeare e Dylan Thomas, cercando di decriptarne i significati e si è avvicinato alla psicologia alchemica di Carl Gustav Jung, e alle ambivalenze degli archetipi. Anche lui crea di volta in volta il suo complesso, affascinante e nebuloso codice simbolico per fornire elementi e avvicinarsi alla Verità ma senza guardarla direttamente in faccia, perché la Verità acceca chi osa avventurarsi in tale affronto. Quando al nucleo dei fratelli Giles e Robert Fripp, si aggiungono Ian McDonald e Peter Sinfield, più Greg Lake, si forma la base dei King Crimson e Peter, pur non suonando, risulta a tutti gli effetti un membro della band, come autore dei testi, ma anche come tecnico delle luci, ideatore dell’immagine e del nome della band. Forse… la vera anima. Sinfield porta con sé tutto il suo mondo poetico, il suo pensiero filosofico, intelaiatura di una nave a forma di prisma. Con cui viaggia tra i simboli dei pianeti e dei colori, degli animali e delle piante, tra le colonne d’Ercole degli estremi, degli opposti, da dividere e unire, invitando l’individuo a spogliarsi di tutte le stratificazioni concettuali, dalle regole sociali e religiose, sprofondare nel proprio inferno di sofferenza, per trovare una nuova purezza che possa avviare la trasformazione interiore. La Corte del Re Cremisi è un laboratorio alchemico. Questo è quello che succede In “The Court of Crimson King”. La sintonia con i musicisti è totale. Robert Fripp e Greg Lake danno un notevole contributo, fondendo Jazz e Hard Rock, Musica Classica e Folk, trovando la chiave per sostenere a livello di sonorità tali tematiche e fornendo le basi per un nuovo genere che sarà chiamato Progressive, o più semplicemente Prog. Le stesse dinamiche si ripetono anche per gli altri album, “The Wake Of Poseidon” e “Lizard”. Fin quando non entra in contrasto sui contenuti con Robert Fripp. Nel 1973 si congeda dai King Crimson e viene immediatamente contattato dall’amico Greg Lake che già da tempo aveva abbandonato la band per trovare una affinità collaborativa con Keith Emerson e Carl Palmer. Già dall’album “Brain Salad Surgery”, Il quarto disco ad opera di ELP, è presente in due brani, evidenziando altre componenti della sua scrittura che comprende anche un lato ironico e uno in grado di descrivere nei dettagli più crudi e incisivi la società del suo periodo. Contemporaneamente può cogliere l’occasione di incidere un album da solista in cui può mettere in risalto anche le sue qualità come musicista. Sempre nel 1973 esce “Still” che, sia dal punto di vista musicale, sia dal punto di vista delle tematiche trattate, è un compendio degli stili affrontato con i King Crimson. I contenuti dell’album sono già immaginabili dalla copertina del disco che rappresenta un lucertolone gigante con in bocca una fanciulla ma, come potrebbe sembrare a prima vista, non la sta divorando anzi, la sta proteggendo. Infatti la fanciulla dorme beatamente tra le fauci del drago. Un chiaro esempio di unione degli opposti. La sua collaborazione con Emerson, Lake & Palmer, dura per tutti gli anni settanta. Il suo talento poetico in seguito è richiesto da grandi artisti in tutto il mondo. Grazie alla casa discografica creata con Greg Lake, la Manticore, produce i dischi della Premiata Forneria Marconi e di Angelo Branduardi e traduce in inglese i loro testi. Adesso che siamo nel ventunesimo secolo possiamo affermare che le sue parole sono state semplicemente profetiche. “Death seed blind man’s greed. / Poets’ starving children bleed / Nothing he’s got he really needs / Twenty first century schizoid man” (“Seme della Morte, avidità del cieco / Poeti muoiono di fame, bambini sanguinano / Non c’è niente che possieda di cui abbia davvero bisogno / Lo schizoide del ventunesimo secolo”). Il processo interiore personale di ogni singolo individuo che il poeta, come un profeta, predica, lo pone in una posizione di lotta a salvaguardia dell’intera umanità e i suoi versi che colano come lacrime bagnano dolcemente la nostra anima illuminandoci ogni volta. “The fate of all mankind I see / Is in the hands of fools./ Confusion will be my epitaph” (“Io vedo che il destino dell’interà umanità / È nelle mani di sciocchi / La confusione sarà il mio epitaffio”).

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