Peter Brötzmann “Solo Concert” a Napoli – di Girolamo Tarwater

Napoli, 8 maggio 2019 – Chiesa San Giuseppe delle Scalze. Un uomo. Solo con il suo sax tenore, clarinetto e tárogató. Peter Brötzmann non è più giovanissimo. Nonostante il taglio giovanile, il capello è bianco da un bel po’. Un po’ ingobbito, il peso degli anni si vede. Ma non si sente. O meglio, si sente che è carico di anni, di musica, di tante esperienze, ma non come qualcosa del passato, come una memoria riportata in vita. No, lui è tutto presente, tutto al presente, tutto ora. Vivo in una pienezza di vita che, se si fa carico di un passato glorioso e importante, lo declina solo al presente, lo rende vivo e presente. La sua è una musica che gronda vita, tutta la vita. La sua come quella della musica. Dalle band caciarone tutte nere di New Orleans alle sperimentazioni free pan-europee, tutto è concentrato, distillato, declinato in quattro pezzi-suite in cui c’è di tutto: una solitudine fiera e arcigna che il tempo ha stemperato in una consapevole malinconia che non teme di esporsi; un sapore notturno imbevuto di alcool che paradossalmente non inebria o distrae ma accende l’attenzione, quasi a renderlo più recettivo, mantenendo nello stesso tempo una distanza; tanto (ma tanto) abbandono alla vita, alle emozioni, agli incontri, ai luoghi frequentati, alle sessions. Tutto ha lasciato, lascia una traccia, ci parla di qualcosa, dell’ebbrezza di un assolo sfrenato, dell’indugiare in una fase malinconica, del sesso ora dolce ora selvaggio, di amici e musicisti. Tutto ripensato, risuonato a modo suo, personalissimo eppure – verrebbe da dire – universale. Mente e passione, fisicità e idee sembrano giocare tra di loro nel formare un approccio poetico, una poesia fatta non di parole ma di fiato, quasi sputata da dentro i polmoni, tanto è la sua concretezza. Certo, una fisicità non più baldanzosa come quella di un giovanotto, ma in realtà altrettanto viva e fresca. Forse anche più vera perché temperata da decenni di vita. Un grande, anche se a lui sembra importare poco, ancora troppo impegnato a vivere e a suonare

Foto Pietro Previti © tutti i diritti riservati 
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