Pena doppia e non ne parliamo più – di elcordobés

Quando i politici parlano di altri politici salta sempre fuori la formuletta magica “persona per bene”… poco importa se ogni codice (laico e morale) sia saltato e, ormai, se non sei condannato e magari prescritto non sei nessuno, non vai bene per nulla che riguardi la politica e la Pubblica Amministrazione; e ci tocca sopportare le affermazioni senza vergogna e i discorsi insultanti l’altrui intelligenza (“pena doppia” compresa). Infine, vista la situazione e comunque la si pensi, una forza politica d’opposizione che non vota una mozione di sfiducia per l’allontanamento (seppur temporaneo) di un ministro invischiato a tal livello nelle storiacce italiche ormai note, non ha ragione di esistere… se non per fare i cazzi propri a braccetto della maggioranza di governo. Già prima della deflagrazione di questa ennesima storiaccia di padri e figli senza vergogna (nascosta per mesi da quasi tutti i media) le dinamiche italiche d’attenzione al “vincitore” si ripetono fatalmente come “corsi e ricorsi storici” da Giambattista Vico e passando per Ennio Flaiano. In “soccorso del vincitore” è difficile ancora schierarsi ma, scommettere sul “perdente” e massacrarlo per la seconda volta (vedi ultimo referendum) è un giochetto da ragazzi. Lo strumento più adatto all’uopo rimane quello delle ormai tragicomiche primarie del PD prossime venture (che qualcuno voleva sospendere visti i bombardamenti a tappeto della Magistratura) teoricamente riservate agli iscritti e ai militanti del partito democratico. Poi però i potenziali votanti diventano milioni,  perché basta una dichiarazione d’intenti per votare; e di questi tempi la cosa assume rilevanza notevole, se è vero che dagli ultimi sondaggi “Ghisleri” (addirittura precedenti all’esplosione dell’ultimo fattaccio) risulta che circa un milione in più rispetto alle altre tornate elettorali del genere, dichiara di voler votare. Insomma, la legenda metropolitana che vuole l’italico popolo disinteressato al voto, svanisce come neve al sole e segnala un ulteriore innalzamento del livello di guardia, circa il gradimento degli italiani per matteo da Rignano (e per il suo babbo). Dopo la mazzata ricevuta dal Nostro nel referendum costituzionale, gli elettori s’aspettavano che le affermazioni di un giorno – “smetto con la politica” – sue e di qualche sua sodale trovassero conferma; ma in politica, si sa, si può dire tutto e il suo contrario senza pagar dazio. Gli ultimi, tragici e familistici fatti non fanno altro che confermare la tendenza, visto il solito copione recitato da matteo, noncurante di fronte alla realtà.

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