Paul Simon: “Stranger to Stranger” (2016) – di Valerio Tirelli

Ecco di nuovo Paul Simon, sempre sperimentale e meditativo, cultore di culture e studioso di ritmi e suoni. Mr. Simon, con i suoi 75 anni e decine di successi indimenticabili, non si limita a fare dischi fini a sé stessi, ma ricerca sonorità e ritmi con i quali crea ciò su cui ha costruito in una carriera grandiosa e meritatamente remunerativa. Con questo album Paul riannoda i fili del suo passato conducendoci, mediante 11 tracce (16 nella versione deluxe) dentro tutti i suoi periodi musicali, da Simon & Garfunkel a Graceland, utilizzando suoni e canzoni uniche ed inimitabili. Siamo davanti ad un nuovo capolavoro del maestro? Si e no. Si tratta di un grande disco, ricco di sonorità e ricerca musicale, perfetto e senza sbavature, misurato e ottimamente interpretato, che però non convince appieno. Ci sono brani molto belli, tra i quali spicca la title track Stranger to Stranger che tuttavia sembra presa dal songbook di Sting, altro grande artista con il quale ha condiviso il palco poco tempo fa in un bel tour;
e ancora Insomniac’s Lullaby, a ricordarci che lui è il Simon di quel duo meraviglioso che ci ha regalato capolavori assoluti… mentre con Proof of love il suono si evolve avvolgendoci in un tappeto musicale etereo e mistico che fa sognare e viaggiare lontano. Con Cool Papa Bell torniamo alle sonorità di Graceland e, sulla stessa linea, troviamo Wristband e In a Parade che rimarcano il suo percorso musicale dell’epoca. Tutto molto bello, ma tendenzialmente privo di quella dose di coraggio che può spingere un artista ad andare oltre i suoi clichè. “Stranger to stranger” è l’album di un grande personaggio, sicuramente sopra la media dei dischi che attualmente vengono pubblicati… e non ha molto a che spartire con l’attuale panorama musicale… ma che cerca in qualche modo di andare oltre quanto già detto, anche se riuscire a superarsi non è facile, nemmeno per Paul Simon. Da segnalare anche una traccia inclusa nella versione deluxe, intitolata New York is my home che avremmo visto molto bene come chiusura della versione regolare. La buona musica va sempre consigliata e qui siamo davanti ad un Signor Disco che ci sentiamo comunque di consigliarvi.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

The Werewolf – 3:25
Wristband – 3:17
The Clock – 1:02
Street Angel – 2:11
Stranger to Stranger – 4:35
In a Parade – 2:21
Proof of Love – 5:44
In the Garden of Edie – 1:48
The Riverbank – 4:11
Cool Papa Bell – 4:02
Insomniac’s Lullaby – 4:33
Edizione deluxe (Tracce bonus)
Horace and Pete – 2:30
Duncan (Live from A Prairie Home Companion February 2016) – 4:43
Wristband (Live from A Prairie Home Companion) – 3:28
Guitar Piece 3 – 1:10
New York Is My Home (with Dion) – 4:10

paul simon tirelli

Un pensiero riguardo “Paul Simon: “Stranger to Stranger” (2016) – di Valerio Tirelli

  • Giugno 25, 2016 in 1:29 pm
    Permalink

    Proprio ieri sera me ne parlava bene un amico. Non l’ho ancora ascoltato, ma rimedierò presto. Bella recensione.

    Risposta

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.