PATTO DI RECIPROCA INTOLLERANZA – di Silvia D’Orazio –

 

Oggi dodici persone hanno perso la vita a Parigi, mentre si trovavano a lavoro presso il giornale satirico Charlie Hebdo. Uomini incappucciati hanno fatto irruzione nella sede del settimanale aprendo il fuoco con un kalashikov. Tutto questo è di sicuro agghiacciante.
Il pericolo dopo tanto tempo torna vicino a noi, nella nostra “tranquilla” Europa: qui la nostra generazione (a meno che il lettore non abbia ottant’anni e passa) non conosce la follia della guerra. Non abbiamo proprio idea di che cosa voglia dire fuggire dai soldati, doversi arruolare forzatamente, oppure  perdere tutto nel giro di qualche ora a causa dei bombardamenti. Noi non saremo mai pronti, ma nessuno dovrebbe esserlo. Purtroppo però il mondo è in tensione più che mai, non ci sono angoli della  terra realmente al riparo. La prima minaccia seria è rappresentata dal terrorismo americano:
una popolazione composta per lo più da guerrafondai, con i loro capi di stato avidi di petrolio, denaro e potere, che non si fa scrupoli a ridurre alla fame e allo stremo centinaia di territori. La seconda minaccia è Israele che non fa dietrofront nemmeno davanti alle scuole elementari palestinesi.
Ma il pericolo più famoso di tutti al momento è quello della follia dei fondamentalisti islamici, carichi di rancore e odio. Essi fondano il loro scopo unico sull’odio e sulla vendetta. Ma chi mi preoccupa di più in questo mondo sono i qualunquisti: ogni giorno si incontrano persone che odiano l’Isis perdendo di vista l’esercito statunitense e i suoi alleati, accusando chiunque abbia una visione globale delle cose di comunismo e altre sciocchezze simili. La verità è che qui bisogna aprire gli occhi: non ha ragione nessuno e non può vincere nessuno. I grandi capi di stato e di religione stanno fondando il nostro mondo sull’odio, sulla vendetta, sull’intolleranza, sulla falsità e sul dolore. Abbiamo un pianeta che nel nostro sistema solare è unico: possiamo servircene e c’è abbondanza per tutti. Ma ci ostiniamo a credere in dei che probabilmente non esistono, seguiamo un orwelliano Big Brother che probabilmente è solo un fantoccio. E stiamo scivolando in un guerra che non risolverà assolutamente niente. Il grande problema dell’Italia e del mondo è la mancanza di amore. È la mancanza di integrazione e di pacifica convivenza fra le culture.
Siamo tutti uguali agli occhi di quel dio in cui credete, piantatela di sentirvi superiori, indipendentemente dalla vostra etnia o cultura. Dall’odio non può nascere il rispetto reciproco. Viviamo nella paura di un attacco terroristico anche perché abbiamo permesso che ciò avvenisse. Io non so come fermare l’Isis, ma so che si può ripartire da zero fermando qualsiasi conflitto armato, chiedendo una tregua, abbassando i fucili e restituendo dignità a chi l’ha perduta. Le armi non sono una soluzione: sono una rovina. La soluzione è nell’istruzione. Per quel che riguarda mi sento di dirvi un’unica cosa:
a casa, a scuola, ovunque vi troviate insegnate il rispetto per l’umanità.
Forse la generazione dopo di noi sarà così fortunata da non sapere neanche cos’è la guerra.
Ciò che ho detto fin ora potrà sembrare banale, le tipiche parole di una pacifista, ma dio come sono vere.
Vorrei concludere però con una nota ironica: teniamoci gli armamenti che abbiamo solo in caso di attacco alieno o zombie, ma restiamo umani!

hebdo

.

.

Un pensiero riguardo “PATTO DI RECIPROCA INTOLLERANZA – di Silvia D’Orazio –

  • Gennaio 7, 2015 in 10:21 pm
    Permalink

    E si…
    condivisibile…
    Ma, resta il fatto che in ogni epoca, in ogni luogo, c’è sempre un dio dietro l’odio e la follia degli uomini.
    Le religioni sono da sempre il grande spartiacque della civiltà….
    fino a quando l’uomo non si affrancherà dalla figura di un dio…
    ogni tentativo di integrazione è destinato a fallire.
    E l’odio a crescere…

    Risposta

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.