Path & Collatino Goddam: “Cinema” (2019) – di AldOne Santarelli

Una sorpresa esplosiva pubblicata ad inizio 2019: è “Cinema” (Hellnation Recordsdi Path & Collettivo Goddam. Recensione difficile, che ti trova impreparato, che paradossalmente non vorresti nemmeno scrivere per timore di non comunicare in pieno la bellezza di un album che aspettavi da tempo. Uno di quelli che apparecchiano giradischi e lettori CD portatili e di vecchie automobili: quante sorprese, quanta bellezza. A cominciare dalla copertina, che ti fa chiedere chi sia mai questa bellissima attrice nera che non riconosci… e poi il titolo,“Cinema”, probabilmente ispirato – mi dico – a certe colonne sonore. Invece (grazie al prezioso foglio interno) scopri che la figura femminile è tal Susanna, splendida sconosciuta amica del Nostro, e il cinema di cui si parla è quello dei protagonisti di mille vite quotidiane.
L’altro mistero – svelato – sono i musicisti del Collettivo Goddam: perché talenti del genere sono rimasti nascosti così a lungo? Posso affermare di avere assorbito ai tempi il blues, il mood di musicisti come Redskins, Jam, Billy Bragg, Clash, il Weller solista e ricercatore, la musica nera di artisti pensanti e veri working class heroes come Gil Scott-Heron, Sly Stone, ma anche il cinema di Ken Loach e pellicole come “Billy Elliott” di Stephen Daldry, colme di musica, dramma, lotta sociale e speranza. Alcuni dei miei maestri come Alberto Castelli e Antonio Bacciocchi hanno contribuito con i loro libri – in anni bui – a mantenere l’attenzione su nomi come il “Dylan nero” (Scott-Heron, appunto), contribuendo a loro volta alla formazione di artisti come Path e mi ha sorpreso ed emozionato ritrovare tutto questo nei solchi del suo vinile
Si parte con Lakon, poi via via seguono Piccola storia del mondo, Scatole vuoteTutta la notte, Indagine 167, Senti a me, Day City Ryder, In trappola, Notte bianca a Roma East, Propaganda. Ognuna con la sua storia intensa, cruda, intimafotografie di una quotidianità vicina che spesso non leggiamo. Se nell’ascolto seguirete i testi riprodotti all’interno, il film di queste dieci storie vi scorrerà nella testa. Magari insieme a un vecchio filmato sugli scioperi dei minatori nell’Inghilterra dell’era Thatcher, sostenuti su un palco da Redskins, Billy Bragg e Jam. Oppure insieme alle immagini di un documentario su Gil Scott-Heron, tra poesia, palazzi, squat, campi di basket e crack, o ancora “The Basketball Diaries” di Jim Carroll, passando per Sigaro della Banda Bassotti e Joe Strummer
Path si nutre voracemente di letteratura: cita Jack London, John Steinbeck, John Fante ed elegge come guida il Caryl Chessman di “Cella 2455 braccio della morte”. Il musicista romano aggiunge: Con “Martin Eden” di Jack London condivido una storia: un figlio di nessuno che dalle classi popolari impara da solo a scrivere testi, respinto e osteggiato dalla borghesia. Martin/Jack riesce nell’impresa, io ci sto ancora lavorando”. Il punk come ispirazione, ma anche la musica popolare italiana di riferimento… da De André a Dalla, Rino Gaetano e Francesco De Gregori. Chitarre ispirate, base ritmica che rimbalza nel petto, compendio di musica popolare, dai più volte citati Redskins a Napoli Centrale. La voce di Path forte e sicura, matura, satura di pagine scritte in un album che merita di arrivare a tanti. Infine, menzione doverosa per un uomo che ha fatto tanto per la musica e continua a farlo, e che tra le altre cose è stato il primo a credere in Path: Roberto Gagliardi, storico animatore trasversale. Una vita da raccontare tra Francia e Abruzzo, mille dischi prodotti, mille campi di periferia al seguito di una squadra di calcio dilettante, sacrifici non sempre ripagati, montagne di dischi spediti e studi di registrazione, il tutto con meriti mai troppo riconosciuti. Senza la sua passione e lavoro non avremmo mai avuto tanti dischi, libri e live shows preziosi. 
Io non ho piu speranze, dunque non ho piu paura” (Path, da In trappola).
Ogni cosa è migliore della paura (da “Cella 2455 braccio della morte” di Caryl Chessman).

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Questo slideshow richiede JavaScript.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.