Passione sgualdrina – di Irene Spagnuolo

Virtù e perversione quattro:Passione sgualdrina”
Malena annotava i pensieri umidi bagnandosi di un’eccitazione speciale, sentiva che quella sera avrebbe trovato molto più di un’ispirazione poetica e di un appuntamento erotico. 
Arriverà l’uomo della passione, calda e travolgente. Avrà quel candore maschio e quella libidine garbata di certe notti di luna piena, sulla spiaggia, con le onde chete che suonano soavi. Indosserà un prezioso abito blu, una camicia bianca con il colletto appena aperto sul collo abbronzato. Le sue mani forti e delicate mi cingeranno la vita per scendere sui fianchi e salire sui seni baciandomi con tenera urgenza. Mi accompagnerà al letto e dopo essersi spogliato con fretta elegante e ordinata si metterà in ginocchio a slacciarmi il reggicalze, sfilarmi le calze, togliermi le mutandine e infine affondare la lingua tra le mie gambe. Sarò io a slacciarmi il reggiseno, a porgergli i seni e infine a invitarlo col corpo su di me. Mi penetrerà a colpi bollenti, sapienti, in un ritmo perfetto. Oddio che piacere, quel suo sguardo nel mio. Non mi basterà, non gli basterà, non ci basterà. Mi prenderà il culo, mi sbrodolerà in bocca, sentiremo insieme l’orgasmo arrivare; e saremo un corpo, un urlo, un sorriso sbilenco, un pensiero indecente, un incontro di gioia. Mi si bagneranno gli occhi di emozione quando continuerà ad accarezzarmi i capelli e a ripetere “Malena, Malena…” Gli chiederò perché, perché aveva quella voglia morbida e sentimentale con quel cazzo maestro, quelle mani intelligenti, quella bocca esperta, quella faccia magnetica, uno di quei cazzi e di quelle teste che possono scopare il mondo e amare una donna davvero. Mi dirà che voleva il sesso di una poetessa porca, di un’anima libera e sgualdrina, di una femmina intera, vorace e sincera. Resteremo in silenzio abbracciati fino al risveglio del desiderio; e allora ancora ci troveremo a godere di un trasporto totale, sereno. Giocheremo con le posizioni, le risate, le lingue curiose. Mi morderà i capezzoli e io mi sentirò felice, mi vorrà su di lui e io mi sentirò felice, mi metterà alla pecorina e io mi sentirò felice. Gli accarezzerò i glutei di marmo fino a violargli il buco del culo con un dito, piano. Sentirò di essere la prima e sarò felice. Né schiavi né padroni, semplicemente persi nella lussuria. Sarà l’uomo della passione, che scivolerà via dopo ore intense da amanti veri. Sarà l’uomo che non rivedrò, quello che non mi saluterà dall’uscio e non si volterà a guardarmi. Lo capirò, eccome se lo capirò. Siamo animali che non possono innamorarsi di un’illusione. I pensieri umidi saranno il nostro tacito addio. Malena si infila mutandine e reggiseno di raso nero, reggicalze con calze a rete larga su un tacco 12 a spillo, appoggia sul comodino il diario dei pensieri umidi, cammina verso la porta al rumore dei passi sulla scala. Entra un bell’uomo, poco più di quarant’anni, in abito blu con una camicia bianca dal colletto aperto. Si avvicina con un mezzo sorriso carico di fascino, le cinge la vita e inizia a baciarla. Momento dopo momento si consuma esattamente la passione annotata da Malena. Incluso quel guizzo, non scritto ma immaginato, quello del finale. Quando l’uomo siede sul letto voltando le spalle a Malena, riavvia i capelli con la mano e scuote ripetutamente la testa; prende i vestiti e si riveste fissando il pavimento. Sul suo viso non c’è più alcuna traccia di un sorriso, se mai anzi un velo di tensione. Avrebbe avuto ancora voglia, molta voglia, come Malena del resto, eppure resiste, stringe i denti; voleva solo il sesso di una poetessa porca, di un’anima libera e sgualdrina, di una femmina intera, vorace e sincera e l’ha avuto, deve risolversi a fuggire. Si ferma, in piedi, sempre dandole le spalle. Cerca parole o lo scatto per andarsene? Malena resta a letto, attende solo un minuto, prende il diario e legge i pensieri umidi. Lo fa con la voce che a tratti si riduce a un sussurro, con qualche sosta per deglutire l’emozione, con una dolce e malinconica cadenza. No, lui non parlerà, non troverà come dirle quello che lei ha inteso, non riuscirà a confessare a voce alta neanche a se stesso che non ha il coraggio di restare. Sembra incurvarsi, lui, sotto il peso della passione, dei pensieri umidi e dell’addio. Che talvolta la vita è più torbida del sesso degli amanti, pensa. Sta lì un tempo che sembra un’eternità e insieme un lampo velocissimo. Afferra la maniglia, apre la porta e se ne va. Malena crede di aver sentito qualcosa di simile a un singhiozzo nella corsa dei passi lungo la discesa delle scale. Ma forse pure la sua è solo la speranza di una passione canaglia. In fondo ne uscirà una meravigliosa poesia e domani sera… domani sera ci sarà un’altra libidinosa avventura.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *