Parigi, Voltaire e l’Islam – di Ginevra Gico

Parigi esterno notte… luci, strade affollate, vetrine colorate, locali gremiti.
Sembra la scena di un film,  il venerdì sera si esce, c’è un’amichevole allo stadio, un concerto rock al mitico teatro
Le Bataclan”, locali e bistrot dove incontrarsi… e invece, come in ogni film d’orrore che si rispetti, dopo un’immagine di apparente serenità le cose cambiano bruscamente.
Parigi esterno notte… va in scena la morte, spari sulla folla, 128 morti (il computo è ancora in atto), più di 250 feriti, caos, paura sulla Ville Lumiere, la Tour Eiffel che si spegne sulla città violata.
La follia omicida dell’estremismo ha colpito ancora una volta nel cuore d’Europa e  lo ha fatto abbattendo non un bersaglio simbolico come le Torri Gemelle dell’undici settembre a New York.
No, adesso la strategia del terrore ha cambiato obiettivo, diffonde il panico instillando in ognuno la paura che a morire potrebbe essere chiunque, in qualunque momento, trasformandolo in un bersaglio mobile.
Come si è arrivati a questo punto? Quali le ragioni di tanto odio?
Non si tratta dello scontro di religioni, i fatti di Parigi sono frutto di estremismi dove Dio è solo strumento utile per una politica del Terrore che colpisce gli indifesi, la morte fine a se stessa.
Dalle Crociate in avanti Cristianesimo ed Islam si sono perennemente scontrati ma dal Medio Evo in poi l’Occidente ha sempre cercato di andare avanti, talora sbagliando clamorosamente, attraverso guerre sanguinose, talvolta fratricide ma evolvendosi, sviluppando oltre ad errori fatali anche la filosofia, la politica, la cultura. Loro no.
Il periodo di un’Islam illuminato che coltivava la Poesia, la conoscenza, l’arte della raffigurazione di raffinatissime immagini, la medicina, anziché progredire si è involuto finendo per avvitarsi su se stesso e radicalizzando le proprie convinzioni senza volere più confrontarsi con “l’altro”… il “diverso”.
Si parla tanto di razzismo in occidente, di mancata accoglienza ma il vero razzismo non è né europeo né occidentale.
I veri razzisti sono loro, quelli che entrano in un teatro, in uno stadio o in locale ed al grido di Allah è grande soffocano nel sangue le persone, la celebrazione della  pacifica convivenza tra gli individui, la musica, la pace stessa.
L’Islam è una grande fede, raccoglie adepti in gran numero e la maggioranza di loro non sono certo violenti estremisti ed è proprio per questo che la religione stessa, che è il loro alibi prediletto, li rinnega quando il Corano recita “Chiunque uccida un uomo che non abbia ucciso a sua volta o che non abbia sparso la corruzione sulla terra, sarà come se avesse ucciso l’umanità intera. E chi ne abbia salvato uno, sarà come se avesse salvato tutta l’umanità”. Sosteneva un francese famoso nel 1763 che “la tolleranza non ha mai provocato una guerra civile; il fanatismo ha coperto la terra di massacri”.
Per la cronaca però, bisogna dire che è morto anche l’Illuminismo di Francois-Marie Aruet…
detto Voltaire.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

voltaire gico

2 pensieri riguardo “Parigi, Voltaire e l’Islam – di Ginevra Gico

  • novembre 15, 2015 in 5:23 pm
    Permalink

    Articolo misurato ed intelligente. Condivido tutto. Si tratta di malati assassini opportunamente pilotati, la religione non c’entra.

    Risposta
  • novembre 15, 2015 in 8:20 pm
    Permalink

    condivido tutto l’articolo.

    Risposta

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *