Paolo Conte – Azzurro

Cerco l’estate tutto l’anno
e all’improvviso eccola qua.
Lei è partita per le spiagge
e sono solo quassù in città,
sento fischiare sopra i tetti
un aeroplano che se ne va.
Azzurro,
il pomeriggio è troppo azzurro
e lungo per me.
Mi accorgo
di non avere più risorse,
senza di te,
e allora
io quasi quasi prendo il treno
e vengo, vengo da te,
ma il treno dei desideri
nei miei pensieri all’incontrario va.
Sembra quand’ero all’oratorio,
con tanto sole, tanti anni fa.
Quelle domeniche da solo
in un cortile, a passeggiar…
ora mi annoio più di allora,
neanche un prete per chiacchierar…
Azzurro,
il pomeriggio è troppo azzurro
e lungo per me.
Mi accorgo
di non avere più risorse,
senza di te,
e allora
io quasi quasi prendo il treno
e vengo, vengo da te,
ma il treno dei desideri
nei miei pensieri all’incontrario va.
Cerco un po’ d’Africa in giardino,
tra l’oleandro e il baobab,
come facevo da bambino,
ma qui c’è gente, non si può più,
stanno innaffiando le tue rose,
non c’è il leone, chissà dov’è…
Azzurro,
il pomeriggio è troppo azzurro
e lungo per me.
Mi accorgo
di non avere più risorse,
senza di te,
e allora
io quasi quasi prendo il treno
e vengo, vengo da te,
ma il treno dei desideri
nei miei pensieri all’incontrario va

azzurro

Un pensiero riguardo “Paolo Conte – Azzurro

  • Settembre 24, 2015 in 4:25 pm
    Permalink

    belissima…io pero’ preferisco questa https://www.youtube.com/watch?v=iY1IM0Hsf5Q
    È un macaco senza storia,

    dice lei di lui,

    che gli manca la memoria

    infondo ai guanti bui…

    ma il suo sguardo è una veranda,

    tempo al tempo e lo vedrai,

    che si addentra nella giungla,

    no, non incontrarlo mai…

    Ho guardato in fondo al gioco

    tutto qui?… ma – sai –

    sono un vecchio sparring partner

    e non ho visto mai

    una calma più tigrata,

    più segreta di così,

    prendi il primo pullmann, via…

    tutto il reso è già poesia…

    Avrà più di quarant’anni

    e certi applausi ormai

    son dovuti per amore,

    non incontrarlo mai…

    stava lì nel suo sorriso

    a guardar passare i tram,

    vecchia pista da elefanti

    stesa sopra al macadàm…

    P. CONTE

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