Ornella Vanoni: “Un Sorriso dentro al Pianto” (2021) – di Cinzia Pagliara

I compleanni sono sempre unici. Mi fa sorridere sentire parlare di date particolari, perché ogni anno ha le sue sfumature indimenticabili, le sue cromaticità particolari, le canzoni canticchiate e ballate, le parole scritte e lette. Le paure e le gioie. I dolori, a volte curabili con un cerotto, a volte dilanianti. Ma il passaggio dei decenni resta fondamentale. Da adolescente ricordo che la cosa che più desideravo era compiere ventiquattro anni, chissà perché; a trenta i cinquantenni mi sembravano anziani; a quaranta i sessantenni erano lontanissimi. Così, questa estate così lunga e immobile, appiccicosa di caldo e di pensieri, cosi piena di assenze e di vuoti, mi continua a ripetere che un nuovo decennio si apre anche per me. Ma niente bilanci, i bilanci sanno di banchieri e di economia, di numeri e percentuali: noiosissimi e non miei. Così fingo di non farci caso, ma non si può, perché ogni giorno che passa mi dice “è fra poco”, e io dovrei dare una risposta, cercare le parole, visto che non sopporto i numeri.
E siccome nulla accade per caso, mi è capitato di ascoltare Un Sorriso dentro al Pianto di Ornella Vanoni  e trovare le parole per dare il benvenuto al mio nuovo decennio. È stato un incontro casuale e perfino snobbato da parte mia, devo dire la verità: ho riconosciuto la voce un po’ nasale, la tonalità ricercata, ed ero pronta a cambiare frequenza, ma alcune parole mi hanno trattenuto, e le ho scelte per farmi gli auguri. Perché se non avessi ancora ”l’allegria per affrontare la stupidità” forse non ce l’avrei fatta, e invece rido ancora, spesso da sola, e con un gusto speciale davanti alla stupidità. Ridere mi ha salvato, e non ha concesso agli stupidi di lasciarmi in ginocchio. Anzi, confesso che ballo ancora, soprattutto scalza, soprattutto se ho una gonna lunga da far volare, soprattutto occupando spazio, tanto spazio intorno. “E adesso che mi chiedi di sorridere vorrei dimenticare”, tutti i silenzi e tutte le attese, tutte le parole buttate a caso, tanto sono parole, e invece no. Invece no.
Non si sprecano le parole, non si lanciano come frecce. Dopo tanto silenzio, dopo una lunga immobilità della mente, mi sono seduta nuovamente davanti ad una tastiera, per attendere un compleanno che poi è arrivato comunque, ma che ho voluto accogliere con una diversa consapevolezza, con gioia quasi, nonostante le rughe, il tono muscolare che appena si ricorda del suo essere atleta, la pelle che ringrazia la presbiopia dell’età perché consente di “non rendersi conto”. Ho compreso cosa sono, l’ho compreso grazie ai miei figli, agli amici, ai colleghi che ormai sono parte della mia famiglia, grazie ai miei alunni di ogni età che ancora mi sorprendono. Grazie all’amore che vedo intorno. “Io sono tutto l’amore che ho dato, mare in tempesta e cielo stellato. Poco prima di uno schianto, un sorriso dentro al pianto”. Sono pronta, nuovo decennio, camminiamo insieme e, se puoi, non correre.

E adesso che dovrei posare per l’ennesima fotografia
Sai dirmi tu per caso la migliore inquadratura quale sia?
Ormai che con un selfie fai vedere tutto a tutti e così sia
Ce la incorniciamo? / O la butto via?
Parole sulle note sono state la migliore compagnia
Per affrontare la stupidità abbiamo ancora l’allegria
Se il cielo concedesse un po’ di grazia ad ogni anima quaggiù
Io sarei una santa / Anima che canta
Che canta in equilibrio sopra un’emozione / Che capovolge l’esistenza alle persone
Che non si può spiegare fino in fondo / Ma che resta in fondo al cuore
Io sono tutto l’amore che ho dato / Tutto l’amore incondizionato
L’imbarazzo dietro al vanto / Un sorriso dentro al pianto
Io sono tutto l’amore che ho dato / Mare in tempesta e cielo stellato
Poco prima di uno schianto / Un sorriso dentro al pianto
E adesso che mi chiedi di sorridere vorrei dimenticare
Ferite da leccare e grandi amori solo da desiderare
Se l’universo scomparisse in un istante e non ci fosse più
Io sicuramente / Resterei per sempre
Per sempre in equilibrio sopra a un’emozione
Che capovolge l’esistenza alle persone / Che non si può spiegare fino in fondo
Ma che resta in fondo al cuore / Io sono tutto l’amore che ho dato
Tutto l’amore incondizionato / L’imbarazzo dietro al vanto
Un sorriso dentro al pianto / Io sono tutto l’amore che ho dato
Mare in tempesta e cielo stellato / Poco prima di uno schianto
Un sorriso dentro al pianto / E adesso che mi chiedi di sorridere vorrei dimenticare.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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