Orizzonte delle Genti: “Come un Gregge” (2019) – di Alessandro Freschi

Tra smarrimento e spirito di rivalsa, tempi decadenti e nostalgici sogni di anarchia, Massimiliano Piantini (alias Orizzonte delle Genti) raccoglie quindici anni di personali storie musicali – che confessa di avere composto tra un bicchiere di vino e l’altro durante una gestione collettiva di un circolo di Tassignano, località in provincia di Lucca – nell’EP d’esordio “Come un Gregge” (Zenith Recordings 2019), progetto di matrice cantautorale imperniato su tematiche socio-culturali. Ripercorrendo i sentieri narrativi cari ad illustri predecessori come Claudio Lolli, Francesco Guccini e Pierangelo Bertoli il musicista toscano racconta di lavoro in fabbrica, alienazione e sfruttamento (9 Dicembre), lancia messaggi anti-milistaristi puntando il dito su governanti subdoli e guerrafondai (2 Giugno 2004), ed omaggia il compianto scrittore Elio Vittorini ed il suo romanzo sulla resistenza “Uomini e no”(1945) con la suggestiva Ballata per Ennedue. In chiusura di scaletta un nostalgico ed amaro Valzer dei Precari nel quale, accompagnato dalla sole corde della chitarra acustica, Orizzonte delle Genti disquisisce di giustizia sociale, lotte di classe e nuove forme di proletariato, ricorrendo ad un monologo in bilico tra il serio ed il faceto, tanto frivolo quanto profondamente impegnato nei suoi contenuti. Diametralmente agli antipodi degli standard del mercato discografico attuale (non a caso Piantini si definisce “un cantautore ai tempi della trap”), “Come un Gregge” si rivela proposta di spessore in grado di agitare l’anima assopita dell’ascoltatore di turno. Tra ricordi e speranze una atipica voce libera, coraggiosamente fuori dal coro… o meglio, dal gregge

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