Oregon & Elvin Jones: “Together” (1976) – di Mr. Hyde

Mentre John Coltrane fra un esercizio Yoga, un frullato vegetariano da far vibrare dal disgusto le budella di chiunque, la lettura di qualche passo dal Libro Tibetano dei Morti, un intervallo di LSD, una soffiata al suo strumento; meditava sul “Trascendentale” e su come rimpiazzare il suo batterista preferito, Elvin Jones, intento a drogarsi in qualche punto del mondo alquanto lontano dai posti dove avrebbe dovuto esibirsi insieme ai compagni del suo quartetto. Premessa necessaria, perché circa 10 anni dopo, nel 1976, troviamo lo stesso Elvin insieme agli Oregon a registrare un LP, “Together” per la Vanguard, riproponendo idee che Coltrane aveva avuto qualche annetto prima.
Il riferimento all’Indiapoi all’Africa ed alle sue strutture musicali e, in generale, l’avvicinamento alla musica etnica del suo Jazz; la presenza contemporanea della batteria con strumenti percussivi tipici delle tradizioni popolari africane e indiane  e l’uso del sitar, della tampura, e di altri strumenti caratteristici e, sopratutto, la ricerca, la tendenza a rievocarne le atmosfere ascetiche, mediante un approccio compositivo di tipo modale, la costruzione di tappeti sonori su cui improvvisare lunghi ed ipnotici assoli. Un anticipo dell’attuale etno-Jazz con motivazioni più profonde, partendo dalla word music fusion in ambiente Jazz e Folk. Qualcosa di simile lo si era ascoltato anche negli album di Don Cherry in formazione con Codona insieme ai percussionisti Nana Vasconcelos e lo stesso Colin Walcott che, successivamente, entra nell’organico degli Oregon, che si formano nel 1970 e registrano il loro “Our First Record” pubblicato poi solo nel 1980. Dal 1972 al 1976 pubblicano album eccezionali tra cui “Music of Another Present Era” (1972),  “Distant Hills” (1973), “Winter Light” (1974), “In Concert” (1975).
A “Together” partecipano, oltre a Elvin Jones (batteria) e Collin Walcott (Tabla, Congas), Gleen Moore al contrabasso, Ralph Towner alternando chitarra, o piano e Paul McCandless, che suona oboe, corno inglese, clarinetto basso e flauto. I suoni che creano sì, partono dall’India come atteggiamento mentale ma in realtà girano il mondo… alla ricerca di un linguaggio universale; è una musica che copre grandi distanze, ha un ampio respiro e attraversa sterminate praterie; come in Le Vin, sorvola il Rio delle Amazzoni per danzare una travolgente cumbia insieme agli indegeni, come succede in Charango. Dal Sudamerica vola fino in Marocco per i mercati che odorano di resina, spezie e carne macerata al caldo, come in Brujo. Racconti di terre, di luoghi, di guerre. “I mendicanti bambini dormivano con la testa sul tavolo Mentre  Mòhammed Mayé passava in giro pipate dietro pipate, di  forte kief e hashish, spiegando la sua città:  – un tempo il mare arrivava fin qui – e indicava la finestra sopra il parapetto. Come un vecchio ricordo dell’inondazione tuttora lì alle soglie dell’inondazione.”(1)  Questa musica però non teme di percorrere gli stretti vicoli dell’avventura esistenziale, in Lucifer Fall o gli impervi sentieri del free di Teeth, su cui aleggia lo spirito di Eric Dolphy che a momenti s’impossessa di Paul Mc Candless, alle prese con il suo clarino basso anche nella splendida Three Step Dance. Paul si produce in affascinanti evoluzioni sonore con  l’oboe che suona come un sax soprano ed è questo suono che è diventato a tipico della musica degli Oregon, insieme a quello inconfondibile della 12 corde di Ralph Towner accordata in  maniera ”aperta”. Elvin Jones a volte si muove con delicatezza sfiorando i piatti, altre dimostra in pieno la sua natura di potente e sofisticata macchina poliritmica come ad esempio nel brano Driven Omens, in cui dialoga con i tabla di Collin Walcott, annunciando  presagi nella foresta con il linguaggio dei tamburi.
(1) 
Da “Angeli di desolazione” di Jack Kerouac (1^ edizione 1965) Pubblicato nel 1983 in Italia da Arnoldo Mondadori Editore.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Side one: Le Vin (R. Towner). Lucifer´s Fall (R. Towner). Charango (Oregon).
Side two: Three Step Dance (G. Moore). Driven Omens (E. Jones, C.Walcott).
Teeth (E. Jones, P.McCandless, G. Moore). Brujo (R. Towner).
Glen Moore – Bass. Elvin Jones – Drums.
Paul McCandless – Oboe, English Horn, Bass Clarinet, Flute.
Collin Walcott – Tabla, Congas. 
Ralph Towner – Twelve-string Guitar, Classical Guitar, Piano.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *