OoopopoiooO: “Elettromagnetismo e Libertà” (2019) – di Maurizio Pupi Bracali

In principio fu il Theremin (dal nome dell’inventore, il fisico sovietico Lev Sergeev Theremin) che è considerato il più antico strumento elettronico, poiché la sua invenzione risale al lontanissimo 1919. Si basa su oscillatori che, lavorando su speciali frequenze, emettono sibili, suoni e vibrazioni, allontanando e avvicinando le mani a due brevi antenne (senza toccarle) poste in un alloggiamento che contiene la parte elettronica. Il timbro del suono assomiglia sia a quello di un violino che alla voce umana femminile ed è considerato piuttosto difficile da suonare poiché, non essendoci contatto fisico, non c’è un riferimento preciso su come muovere le mani intorno alle due antenne. Usato largamente nel mondo delle colonne sonore, in ambito rock lo troviamo particolarmente nella famosissima Good Vibrations dei Beach Boys, nell’intermezzo effettistico della parte centrale di Whole Lotta Love dei Led Zeppelin, in Thriller di Michael Jackson e in molti altri innumerevoli casi. Nella musica italiana il Theremin è stato utilizzato dai Baustelle, Afterhours, Pertubazione… e a chi scrive è capitato di vederlo utilizzato in concerto dalla cantante di musica leggera Dolcenera. Il lungo preambolo per dire che l’album di cui ci occupiamo oggi, “Elettromagnetismo e Libertà” (2019), è formato da un particolarissimo duo (Valeria Sturba e Vincenzo Vasi), entrambi suonatori di Theremin, strumento base della loro musica. Coadiuvati da un trio di musicisti più tradizionale formato da Cristiano De Fabritiis alla batteria, Giorgio Pecorig al piano Rhodes e Marco Santoro al fagotto, Vasi e Sturba si destreggiano anche in una discreta varietà di altri strumenti, non disdegnando l’uso creativo di giocattoli e oggetti vari, per realizzare una forma musicale originalissima e fortemente suggestiva, che va dal pop leggero e intrigante di Misika, allo pseudo funk di Rosafunky, dal nonsense di Toki, alla poetica surreale di Per Dono, in cui il poeta Max Princigallo recita una sua poesia su base Thereminica e non solo. Effetti sonori, melodie accattivanti, pop, rap, elettronica, filastrocche e momenti recitativi si fondono mirabilmente in un amalgama di visionaria fantasia, in cui è ancora doveroso ricordare il violino di Valeria Sturba che spesso danza leggero tra gli effetti sonori del Theremin e tra le voci dei due protagonisti. Due importanti cover sono le ciliegine sulla già ottima torta: La Partida del cileno Victor Jara, cantautore simbolo, torturato e ucciso dal regime fascista di Pinochet (che vede ospite al charango Horacio Duràn membro di quegli Inti-Illimani che all’epoca fecero conoscere il brano più diffusamente in Europa e in Italia) e Elettromagnetismo e Libertà di Tristan Honsinger, canzone manifesto che titola l’album e lo chiude ribadendo la realtà elettromagnetica del Theremin a un secolo esatto dalla sua creazione.

Foto Lorenzo Burlando© tutti i diritti riservati 
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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