One Horse Band: “Let’s Gallop!” (autoprodotto 2017) – di Magar

One Horse Band è il progetto musicale realizzato da un anonimo musicista milanese che trae spunto dalla musica garage e da quel suono sporco e ruvido tipico di alcuni aspetti del Rock ‘n’ Roll e del Blues. Suonando contemporaneamente chitarra, dobro, cigar box, banjo e batteria, l’artista da libero sfogo alle sue pulsioni musicali arrivando a costruire un muro sonoro efficace e quanto mai pertinente nel pur variegato mondo rock attuale. Registrato e mixato presso il Trai Studio di Inzago (Mi) e masterizzato da Maurizio Giannotti al New Mastering Studio di Milano, “Let’s Gallop!” risulta essere un album tutt’altro che semplice, nel quale convivono varie anime, legate indissolubilmente tra loro dallo splendido lavoro di questo autore di vaglia che sembra raccogliere tutto ciò che lo circonda per dare vita alle sue visioni musicali. Nei trentotto minuti scarsi che compongono il disco, attraversiamo vari confini, scopriamo nuovi orizzonti, musicali e non, venendo di fatto catapultati in un mondo che sa di blues essenziale, con un suono scarno capace tuttavia di riempire le orecchie. Fra giri di chitarra e semplici percussioni, si finisce per essere trasportati in un’altra dimensione, fatta di suoni perfetti nella loro semplicità che ricordano a volte gli Stones più dirty; è il caso della intrigante Uh Hu Hu…Yeah, oppure le paludi del Delta rievocate dalle note di Mama I Think In Drunk. Il Blues è sicuramente la chiave di lettura corretta per aprire questo cassetto della memoria, e la riprova viene dall’ascolto di One Horse Blues, brano acustico che lascia parlare chitarra e voce in modo esemplare; a seguire troviamo una stralunata e proprio per questo accattivante versione della celeberrima Venus, storico brano dei grandi Shocking Blue, riproposta in modo assolutamente personale: avvicinarsi a un brano storicizzato come questo, rifacendolo con una buona dose di incoscienza, denota grinta e coraggio da vendere, e il risultato va oltre ogni aspettativa. Questo tutt’uno denominato One Horse Band funziona in modo egregio, e suona come una fresca ventata: una cascata di note senza fronzoli che riportano in superficie la centralità della musica, privandola di tutti gli orpelli che spesso finiscono per appesantirla. Un lavoro coraggioso e vitale, che ci presenta un musicista con le idee giuste, di quelli che piacciono a noi.

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