Nu Guinea: “Nuova Napoli” (2018) – di Edoardo La Rocca

La storia del non giudicare un’opera dalla copertina ammette eccezioni e lo stile “old school” di quella di “Nuova Napoli” (2018), raffigurante il Vesuvio incastonato fra nuvole e case, non può lasciare lo sguardo indifferente. Lucio Aquilina (synth/tastiere) e Massimo di Lena (drum machine), nati alle pendici del vulcano in questione, compiono un lavoro “anacronistico” che rimembra l’epoca in cui i dischi si facevano veramente, e bene, dove il piacere di custodirli passava per ogni piccolo dettaglio, di cui la grafica aveva una parte fondamentale, basti pensare alla banana di Warhol per “The Velvet Underground & Nico” (1967) o al misticismo spirituale del triplo live “Lotus” (1974) dei Santana. Il grande successo di pubblico che sta avendo l’era vinilica 2.0, forse più attenta nel crearne un oggetto d’arredo vintage che a riesumarne la vera essenza di questo formidabile supporto discografico… ma è un’altra storia… torniamo invece ai berlinesi d’adozione Nu Guinea: con il loro esordio discografico, “The Tony Allen Experiments” (2016), generano un sound frutto di incastri fra deep-house e afrobeat, grazie alla collaborazione con Tony Allen, batterista nigeriano dell’orchestra Africa 70 di Fela Kuti: personaggio cruciale nella storia socio-culturale nigeriana, conosciuto anche con lo pseudonimo di Black President” e attivista politico per i diritti umani del proprio Popolo. Nel secondo lavoro “Nuova Napoli” (2018) è tutta’nata storia”: con sonorità coinvolgenti condite con ritmo incalzante, la band rievoca con forza e sapienza echi di musica progressive partenopea degli anni settanta e sound moderni. L’influenza berlinese non può che aver giovato al duo che, saggiamente, in questo progetto si avvale della collaborazione di una band nostrana e di una propria un’etichetta, la NG Records. Il disco parte con la strumentale title track Nuova Napoli, in cui l’andamento arabeggiante viene tornito da una linea di basso che gli americani, maestri della semplificazione, definirebbero FAT e impreziosita dai fraseggi del sax di Pietro Santangelo, allusivi a James Senese dei Napoli Centrale, gruppo di riferimento per il Movimento ed incline a influenze d’oltreoceano del calibro dei Weather ReportJe Vulesse porta in scena la cantante Fabiana Martone con un testo figlio della poesia “Je vulesse truvà pace”, scritta da Eduardo De Filippo, mentre i rimandi allo stile vocale lirico di Jane “Jenny” Sorrenti, sorella di Alan e leader del trio ispirato al rivoluzionario francese Saint Just, sono tanto piacevoli quanto originali. L’ormai ex Capitale del Regno borbonico è sempre stata soggetta a molteplici contaminazioni culturali… da quelle latine appartenenti al bacino mediterraneo alle più recenti d’origine yankee e, in un susseguirsi di testimonianze politiche e sociali, nel 1980 Pino Daniele si definisce un “Nero a metà”, portando al grande pubblico lo stile condiviso con lo stesso Senese… nero per l’altra metà perché fiero figlio di un soldato afroamericano e una donna napoletana… è da ciò che “Ddoje Facce” oltre a dar lustro alle qualità del gruppo, ricalca il mix di Latin verace e Funk incazzato, parlando del dolore di chi è costretto a dover lasciare la propria terra: so Ddoje facce e na medaglia, o t a pigli o l’ea lassà”. Disco Sole è il brano più leggero di tutta la release, illumina il lato b divertendo e dando respiro all’ascolto, poi invischiato nella parafrasi metrica di Stann Fore che ha le parvenze di una psichedelica conversazione di rione finché, ’A Voce ‘E Napule, ci immerge nei suoni di una Città piena di un folklore “esagerato”, dove si respira la napoletanità fatta di vicoli, appartenenza, integrazione, sacro e profano… senza inutili concessioni campanilistiche giustificabili in musica con la successiva e finale Parev’ Ajere che racconta l’emblematico connotato napoletano capace di suscitare struggente alchimia fra gioia e “appucundria”… “Era bello a sta’ in miezz’a via / Senza pensier / Jive a gioca’ a pallone ‘ncoppa ‘e quartieri Ma chilli tempi so’ fernuti, tu si cagnato / A verità è che si cresciuto che ce vuo fa’ / A signora ‘re pizze fritte nun ce sta cchiù / E ‘sta pucundria che sagghie”.

I Nu Guinea saranno presto in tournée… “Nuova Napoli live band Italy Tour 2019”:  
4 maggio – Bologna. 10 maggio – Roma. 17 maggio – Firenze. 19 maggio – Milano.

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