L’impresentabile Meridione del mondo – di Ginevra Ianni

Il mondo così come lo conosciamo sta cambiando, irreversibilmenteUna parte di esso è già scomparso sotto i bombardamenti, la guerra civile e il radicalismo dei fanatismi religiosi mentre l’altra parte di esso, quella più a nord, è disorientata, resiste e si oppone alla mutazione con tutte le proprie energie. Come in tutti i cambiamenti epocali ci sono molte forze contrapposte in gioco ma come sempre, sono i deboli, i piccoli, a pagare il prezzo più caro… perché deve essere così, perché il dolore degli ultimi non fa notizia. I profughi, i disperati di tutte le guerre, di ogni regime, fuggono a nord intraprendendo un viaggio epico, dove ogni chilometro o miglio marino chiede un tributo di sangue; e allora ci si dovrebbe almeno chiedere quanto terrore, guerra, fame, disperazione, costringono questi disgraziati a compiere una follia  simile? A correre il rischio di vedere affogati in mare i propri figli sotto gli occhi? Qualcuno sopravvive e con la morte nel cuore cerca di raccontare mesi di sofferenze ma quando arriva in qualunque punto d’Europa scopre che nessuno vuole ascoltare, anzi che la loro stessa presenza è avvertita come una minaccia, un fastidio. In Occidente si è pronti a lanciare fiori in acqua dove sono affogati, a far circolare nei telegiornali foto di creature morte sulla spiaggia come pesciolini sperduti in una sorta di pornografia del dolore, ma da morti… da vivi frontiere chiuse, nessuno li vuole i figli della guerra ed del dolore. I profughi vengono abbandonati a ridosso di frontiere chiuse, in una terra senza luogo e senza tempo dove nessuno li accoglie, sotto i rigori di un inverno europeo, addossati ad un infinito filo spinato che segna un invalicabile confine tra loro e la civilissima Europa. Li si nasconde sperando di dimenticarli come la polvere sotto il tappeto buono. I morti si, ma i vivi no. I profughi sono la coscienza sporca dell’Occidente, la riprova che in tempo di pace e prosperità si è tutti capaci ma che nelle difficoltà nessuno sa gestire la crisi. Non c’è più Europa ma solo tanti Stati disuniti e incapaci da soli di porre in essere una politica unitaria almeno di civile assistenza se non di accoglienza, tutti dimentichi che ciascun cittadino, belga, spagnolo, tedesco, italiano, comunque europeo, viene da secoli di guerre, di sofferenze ma anche di ricostruzione, di trattati internazionali che hanno sancito i diritti dell’uomo, di tribunali ove si celebra l’antico diritto di Roma. Tutta l’Europa nel corso dei millenni ha visto nascere le cattedrali, ha visto fiorire le prime università, ha visto la genesi del pensiero di Aristotele e di Cesare Beccaria. Ma ciononostante si continuano ad alzare muri e confini contro cui i più deboli vengono abbandonati. Noi non abbiamo imparato nulla… se non quelli che hanno abbastanza Memoria per sentirsi adesso, al di là del loro luogo, figli e fratelli del Meridione del mondo… in una consapevolezza muta, tragica e insensibile ai potenti

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siamo meridionali ginevra ianni

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