NOFX: “Punk In Drublic” (1994) – di Pietro Graziano

Dopo “Punk In Drublic” l’hardcore punk non è stato più lo stesso. Ancora oggi, a quasi 25 anni dall’uscita rimane il capolavoro assoluto dei NOFX, sempre un gradino sopra ai pregevolissimi dischi che lo hanno preceduto come “White Trash, Two Eebs And A Bean”. Una musica che nasce per essere adolescenziale, divertente, energica… eppure a volte anche estremamente profonda. Canzoni che hanno conquistato il pubblico mainstream senza rinunciare a forme e contenuti tipici dell’underground. La produzione è aggressiva, “Punk In Drublic” è già il quinto album in studio della band californiana e la Epitaph veniva da una serie consecutiva di successi che poi sfocerà nell’esplosione commerciale degli Offspring che, sempre nello stesso anno, il 1994, pubblicheranno il multimilionario “Smash”. Ma non mi piace parlare di copie vendute… l’ho sempre detestato, preferendo invece soffermarmi sulle emozioni suscitate dalla musica e, “Punk In Drublic”, è il caso di un disco di grandissimo successo e ancora oggi amato. Il suono è caratteristico, beat velocissimi, due chitarre che si incrociano con precisione clinica, mentre il basso è quasi assente dal mix (figurando come una terza chitarra), cori e armonizzazioni vocali. Linoleum è già storia e c’è spazio anche per una canzone-manifesto “politica”, Don’t Call Me White, seguita dal brano di ipirazione Oi!, The Brews, ancora una volta con grande ironia. Tra i chitarristi spicca El Jefe, ovvero Il Capo, di origine messicana, dall’elevato tasso tecnico, sempre però al servizio della canzone, mentre Fat Mike canta con voce melodica e presente, molto più pulita rispetto al precedente “White Trash, Two Heebs and a Bean”, registrato mentre era in precarie condizioni di salute e per questo molto più graffiante nelle parti vocali. Perfect Government è una canzone scritta invece da Marc Curry, cantautore americano amico della band che non ha avuto certo una carriera paragonabile ai NOFX ma che con questo brano si è assicurato un posto nella storia. Potremmo raccontare i brani uno ad uno e come non abbiano perso negli anni un grammo del loro fascino… come Lori Meyers, inno da Riot grrl cantato da Kim Shattuck, vocalist e leader della band The Muffs, che adotta uno dei timbri vocali più marci mai sentiti per una donna, eppure toccante. Negli anni la musica dei NOFX non ha più raggiunto questi vertici, e la band ha comunque sempre continuato a girare in tour per il mondo ed a ispirare migliaia di imitatori, qualcuno di questi anche di medio successo e, recentemente, è stata bandita dai principali palchi americani per colpa di un’uscita davvero infelice sul palco di Las Vegas, a proposito del Route 91 Harvest Festival e della sparatoria che ha provocato 51 morti lo scorso ottobre. A poco sono valse le scuse della band visto che i principali sponsor hanno ritirato il loro supporto. Questo non cambia però il giudizio su un disco che dopo 25 anni è ancora nel cuore di molti… canzoni di una eterna adolescenza che ognuno di noi vuole portare almeno un po’ con se. Sentirsi differente… anche se poi erano in molti a sentirsi così… e non era una band poi così esclusiva, anzi, forse sarebbe più opportuno definirla “inclusiva” e che ha saputo entrare nel mercato e nell’airplay televisivo con le proprie regole. Magari era anche questo un prodotto di marketing ma a me piace credere che ci fosse altro e per anni sono stati etichettati come un gruppo per ragazzini. Di fatto lo sono stati, e quei ragazzini ora sono cresciuti, forse…

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Questo slideshow richiede JavaScript.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.