New York Dolls: “New York Dolls” (1973) – di Gianluca Chiovelli

Lanciamoci: l’omonimo album del 1973 dei New York Dolls è uno dei più grandi dischi di rock’n’roll mai concepiti? Attenzione, non solo per la strepitosa lista di pezzi, basici, irresistibili, trascinanti, fitti di riff memorabili e ritornelli da cantare all’infinito ma, anche, per la serie di topoi rock sciorinati da questi cinque dinamitardi, il travestitismo, la guitteria, l’estetica urbana decadente, la perversione, la goliardia sessuale, l’esibizionismo da canaglie, il sistematico rifiuto di ogni intellettualismo. Umberto Eco lo conferma: un luogo comune è solo un luogo comune mentre cento luoghi comuni possono diventare un’opera d’arte. David Johansen, voce; Johnny Thunders, chitarra; Syl Sylvain, chitarra; Arthur Kane, basso; Jerry Nolan, batteria: a tratti sembra di sentire Jagger e la cinque corde di Richards ma, rispetto agli inglesi, i Nostri non ossequiano nessuna tradizione, blues o altro, ma sembrano scaturire naturalmente da quella corrente sotterranea di liquami underground della nuova Gerusalemme atlantica, New York; non solo, essi appaiono totalmente liberi dalle pastoie del buon gusto e capaci di rivendicare, a distanza di decenni, una sincerità d’azione altrove irreperibile. Che, al di là dei costumi di scena, la loro non fosse una posa, lo prova il fatto che solo due varcarono i sessanta: Johnny Thunders morì trentottenne nel 1991, Jerry Nolan si fermò nel 1992 a quarantasei anni, Arthur Kane nel 2004 a ben cinquantacinque primavere… segno di un’esistenza largerthanlife, gradassa, rutilante, superficiale, sanguigna e senza veri limiti. Dopo di loro, almeno nei Settanta, poca roba: simpatici gaglioffi tipo Kiss o Tubes, cascami glam anglosassoni (Bowie era ormai irretito dall’elettronica); David Johansen darà alla luce un bel lavoro nel 1978, poi si reincarnerà in Buster Pointdexter; Johnny Thunders sbriciolerà il proprio talento in numerosi tentativi… lamentazioni querule, bagliori del bel tempo che fu, piccoli capolavori melodici. Requiescant in pace.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.