Neodea: “Libero Arbitrio” (2018) – di Marco Valerio Sciarra

Ci sono dei momenti che lanci un’occhiata tutto intorno e ogni sguardo che incroci ti sembra estraneo, “perso in mondi svuotati da idee”. Hai tutta la sensazione del fallimento che ti pesa sulle spalle, una vaga idea che forse lontano dai i tuoi posti di origine puoi trovare una nuova identità. Più vera. Più tua. Mentre la notte scende provando a lenire un dolore che non puoi sconfiggere. L’unico modo per anestetizzarlo è farselo amico ma quando il dolore non trova risposte si trasforma in rabbia. Dieci urli, che contorcono il viso e si infrangono nel silenzio assordante dell’indifferenza, compongono il disco “Libero Arbitrio” dei Neodea. Dieci muri sonori potenti per dare voce alla rabbia, al dolore. Che non può che cavalcare l’Hard Rock più dirompente, il Grunge più ossessivo, percussivo, devastante, esaltato da raffiche pneumatiche di distorsioni e amplificazioni da sfondare qualsiasi barriera. Con testi in italiano, diretti, aggressivi, la voce esasperata per affrontare tematiche molto scomode, come la pedofilia negli ambienti ecclesiastici, l’inadeguatezza esistenziale, il peso della sconfitta e del sentirsi asfissiati dalle regole, il non riconoscersi in un determinato sistema sociale imposto, la lotta fratricida e crudele per la sopravvivenza. La voglia di disobbedire, di superare ogni limite. Anche i sentimenti che potrebbero offrire una speranza di salvezza invece poi ti si rivoltano contro lasciando a valutare i cocci della fine di una relazione. La voce è quella di Luca (Lu) Colombo, le chitarre di Federico Valisi, il basso elettrico di Igor Mihalji e la batteria di Francesco Romeo, compatti, sintonici nel loro desiderio di sferragliare per comunicare la loro idea musicale che arriva cingolante come un carrarmato a travolgere ogni impedimento si trovi a ostacolare il loro cammino, perché è così che deve essere per esprimere certi concetti. Sono molti i momenti del disco, come ad esempio A piedi Nudi o Polvere, oppure ancora Solitudini Urbane o Gabbia, in cui ti passano addosso, ti travolgono e ti rivoltano interiormente, lasciandoti anche in preda a uno stordimento destabilizzante.  

Tracklist: 1. Hoffman. 2. A piedi nudi. 3. Polvere. 4. Menate. 5. Solitudini Urbane.
6. Libero arbitrio. 7. Gabbia. 8. Ratti. 9. Houdini. 10. Tramonto.

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