Neil Jordan: “Breakfast on Pluto” (2005) – di Dario Lopez

Con un po’ di leggerezza tutto è possibile, anche ritrovarsi a fare colazione su Plutone, proprio come recita la canzone di Don Partridge dal titolo omonimo a quello del film. Ed è con incredibile leggerezza e qualche secchiata d’irriverenza che Neil Jordan fa attraversare a Patrick “Paddy” “Kitten” Braden (Cillian Murphy) il corso della sua non semplice esistenza: nato irlandese, cresciuto negli anni dei troubles, i tumulti dovuti al contrasto tra indipendentisti irlandesi ed esercito inglese, portatore orgoglioso della condizione di omosessuale in un paese cattolico, in anni dove ancora molte cose erano fonte di scandalo; ciò nonostante “Gattina” affronta la vita con una positività che per altri non sarebbe nemmeno possibile immaginare, continuando a chiedersi giorno dopo giorno perché tutto debba sempre essere così serio. Fin dagli inizi nulla è facile per Patrick Braden, figlio del peccato tra un prete cattolico (Liam Neeson) e la sua giovane e bella governante (Eily Bergin), il bambino viene abbandonato dalla stessa madre davanti alla chiesa del padre poco prima di fuggire verso Londra. Il piccolo verrà affidato dal prete a una famiglia adottiva che però mostrerà segni di intolleranza e sconcerto ai primi segnali di “confusione sessuale” da parte del bambino. In realtà confuso Paddy non lo è mai stato, e nemmeno tenta di nascondere la sua natura, arrivando a tenere comportamenti provocatori e irriverenti, difficili da accettare per la famiglia e la scuola cattolica che il ragazzo frequenta. Nonostante le avversità Patrick attraversa la vita con il sorriso sulle labbra: anche i colpi più duri (e ce ne saranno) non riusciranno a scalfire l’indole positiva di un essere sincero alla ricerca del suo posto nel mondo. Fin dalle prime sequenze la camera di Neil Jordan vola, si muove senza peso, quasi a sottolineare la leggerezza con cui il regista decide di narrare le vicende tratte dal libro di Patrick McCabe: una scelta stilistica e di contenuto che lascerà quindi sullo sfondo le violenze di quegli anni e le conseguenze più dure delle azioni dell’IRA, concentrandosi sulla storia di Patrick, sui suoi amori (uno in particolare), sui suoi amici, e sul viaggio che la nostra “Gattina” intraprenderà alla ricerca di una madre persa ormai da troppo tempo. Anche la scansione della vicenda è frammentata in tanti brevi capitoli, ognuno con un suo titolo e una sua musica d’apertura, che rendono più lieve la visione di un film dalle due ore abbondanti di durata. I toni sono alleggeriti da due pettirossi che sottolineano in maniera surreale alcuni passaggi della vicenda, da citazioni pop (è sempre un piacere vedere i Dalek di Doctor Who) e da una serie di incontri un po’ fuori dagli schemi: quello con il cantante Billy Hatchett (interpretato da Gavin Friday, cantante dei Virgin Prunes) con il quale Patrick allaccerà una relazione d’amore e anche professionale (se vogliamo definirla così); quello con l’iracondo John Joe Kenny (Brendan Gleeson) che per campare intrattiene bambini dentro un costume da strano esserino peloso… e quello con l’illusionista Bertie Vaughan (Stephen Rea) del quale Patrick diverrà l’assistente. Infine la famiglia, quella vera. Al centro della storia un Cillian Murphy strepitoso, attore dal volto lievemente androgino e dai lineamenti di una delicatezza estrema: probabilmente la miglior scelta possibile per interpretare questo irlandese innocente e abbandonato, perfetto nelle movenze, nel look, negli atteggiamenti. Insieme a lui un bel cast composto da nomi noti e meno noti che donano davvero tanto colore al film di Jordan. “Breakfast on Pluto” non si rivela a conti fatti un film imperdibile, forse proprio in virtù di questa leggerezza diffusa e dello sviluppo di temi e ambienti che sicuramente sono venuti fuori meglio in altri film, rimane però un gradevole esempio di come argomenti seri possano venire trattati in maniera sempre rispettosa ma differente, e pone sotto i riflettori la figura di un bel protagonista al quale ci si affeziona e di cui si seguono con curiosità peripezie e destino. Tutto sommato può anche bastare.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Questo slideshow richiede JavaScript.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.