Nautilus Fest a Bologna: intervista con Vittorio Palumbo – di Marco Valerio Sciarra

Proprio in queste ore parte a Bologna il Nautilus Fest, un sottomarino che viaggia tra le arti, una maratona di trenta ore che si chiude sabato, a notte inoltrata, e vede susseguirsi senza sosta, performances teatrali, concerti, laboratori per adulti e bambini, cucina, danza, presentazioni di libri, artisti di strada e tantissima altra roba ancora. Un ricchissimo programma che parte venerdì 28 alle 17, 00 e si chiude la notte di sabato 29 settembre con il concerto degli Acusticazzi. Abbiamo incontrato uno degli organizzatori, l’attore e autore Vittorio Palumbo, per farci raccontare qualcosa in più… tanto da sentirci dentro questo sottomarino che naviga i fondali artistici.
Ciao Vittorio come nasce l’idea del festival? Quali sono gli obiettivi che si pone?
Nautilus Fest è una rassegna artistica giunta alla terza edizione. Si terrà nella sede della Manifattura Saltinbanco, in via della Battaglia 9. L’Associazione è nata nel 2007 da un gruppo di giovani attori e docenti formatisi in vari ambiti (teatrale, letterario, artisticocinematografico) e propone eventi, laboratori e percorsi rivolti a partecipanti di tutte le età per sensibilizzarli su tematiche socio educative e di attualità, per confrontarsi partendo dalle proprie conoscenze, con l’obbiettivo di produrre Arte Educativa. Dal 2013 gestisce la Manifattura Saltinbanco, spazio comunale nel quale ospita e presenta le proprie attività, continuando a dialogare con l’amministrazione, le altre associazioni, gli artisti di vario genere, l’Università, le scuole di ogni ordine e grado e i cittadini. Nautilus Fest vuole essere un momento di incontro e attraversamento, uno spazio aperto, in cui gli artisti provenienti da linguaggi e percorsi differenti, possano fare rete tra loro e con il pubblico. L’obiettivo è quello di creare un momento di comunicazione per stimolare la nascita di nuove possibilità e suggestioni artistico educative, aperte alla cittadinanza e in grado di coinvolgere un pubblico sempre più ampio. Il Nautilus è il mezzo di trasporto della Maratona e prende il nome dal sottomarino di “Ventimila Leghe sotto i mari” di Jules Verne. Abbiamo immaginato la rassegna come una sorta di mezzo di navigazione verso i porti di tutti gli artisti, un sottomarino per scoprire cosa c’è nel fondo, per far “emergere” artisti; una sorta di riscoperta del concetto underground con l’intento di porsi in antitesi e in alternativa alla cultura di massa. Marcel Duchamp diceva che l’Arte dovesse diventare sotterranea. Nel mondo anglosassone, il termine “underground” indicava una “rete sotterranea di resistenza”. Crediamo che dal fondo si possano misurare importanti parametri vitali della nostra società. Quale mezzo migliore per scoprire cosa si nasconde sotto la società di oggi se non un sottomarino?! Nautilus è anche il nome di un mollusco antichissimo; la sua forma circolare ricorda il ciclo della vita. Un fossile vivente per rinascere grazie all’arte. Nautilus è un luogo di scambio artistico tra generi e deve servire prima di tutto per guardarsi intorno, scoprire e conoscere, confrontarsi e confrontare il proprio modo di fare arte con quello degli altri. Non è solo una vetrina. E’ un momento di produzione. Gli artisti troppo spesso devono lottare e vivere in autonomia, distaccati dalla realtà. Si sente sempre meno parlare di “movimenti” e di “correnti artistiche”. Con questa rassegna vogliamo facilitare l’incontro tra artisti nella realtà, stando lontani dai social, per dare stimoli a tutti i sensi. Personalmente, sia come artista sia come membro dell’Associazione, ho collaborato con impegno alla nascita di questo evento. Durante la Maratona porterò in scena lo spettacolo della mia compagnia di circo e teatro di strada”.

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