Muddy Waters: “The London Muddy Waters Session” (1972) – di Benito Mascitti

Londraall’inizio degli anni 70, diventò meta di sperimentazione e contaminazione e, più precisamente, laboratorio che creasse una virtuosa sintesi tra il Blues primigenio proveniente dagli States e la “scuola britannica” che allora sperimentava felicemente le contaminazioni possibili tra rock, blues e non solo. Muddy Waters, uno dei capiscuola della “Musica del Diavolo” di quegli anni e alfiere del cosiddetto “Chicago Style”, volle registrare queste formidabili session accompagnato da una squadra che fosse all’altezza dell’ambizioso progetto, presso gli storici e mitici IBC Studios di Portland Place. I musicisti coinvolti nel progetto (oltre alla band di Muddy con Sammy Lawhorn Harrington e Carey Bell) rappresentavano all’epoca il meglio che si potesse reperire tra Gran Bretagna e Irlanda: Rory Gallagher, Steve Winwood, Ric Grech e Mitch Mitchell.
All’uscita di “The London Muddy Waters Session” (1972), molti furono quelli che ebbero da ridire. Nessuno criticò la prestazione del Maestro, ma vennero messi in discussione lo scarto generazionale e i luoghi di provenienza dei suoi collaboratori, ritenuti distanti anni luce dalle terre di provenienza del Blues e il fatto che ciò privava l’opera del vero suono graffiante di Chicago. Come quella volta che i puristi del Delta Blues ebbero da ridire sull’armonica elettrificata di Little Walter; o quell’altra che scandalizzò i cultori del “Chicago Style” all’apparire del Blues di Jimi Hendrix; oppure quando Muddy Waters e Chuck Berry presero a divulgare il moderno Rock’n’Roll. Fortunatamente c’è sempre qualcuno che come Muddy Waters infrange le regole, lasciando che accada qualcosa di nuovo. Ascoltando “The London Muddy Waters Session” si avverte un’atmosfera di complicità e divertimento soprattutto tra Muddy WatersSam Lawhorn e Carey Bell Harrington che contagia poi il resto della band, senza soluzione di continuità, nell’esecuzione di tutti i brani dall’album. 
Apre le danze Blind Man Blues del celebre pianista della “Windy City” Lafayette Leake. In Key To The Highway e Sad Sad Day, Muddy procede supportato con estrema sicurezza e disinvoltura al pianoforte e all’organo da Steve Winwood, reduce dalle precedenti registrazioni con Eric Clapton per “The London Howlin’ Wolf Sessions” del 1971. In Young Fashioned WaysI’m Ready e I Don’t Know Why, tre brani classici della “scuola di Chicago” che portano la firma del noto contrabbassista e cantautore Willie Dixon, la Band avanza compatta, grazie all’apporto di una sezione ritmica di grande livello formata dal bassista dei Blind Faith e dei Traffic  Rick Greche, da Herbie Lovelle, membro stabile della Band di Muddy, e da Mitch Mitchell, già batterista dei The Jimi Hendrix Experience e noto per il suo suono aggressivo in questa mitica formazione che, in questa occasione, riesce a far riemergere il suo personale swing, acquisito anche durante la sua breve militanza nei Georgie Fame and the Blue Flame
I’m Gonna Move To The Outskirts Of Town è un brano degli anni 30 firmato dal leggendario chitarrista William “Casey Bill” Weldon, uno dei pezzi più eseguiti dalle Band di Chicago, un vero e proprio banco di prova per qualsiasi musicista. In tutti i brani risulta predominante la chitarra di Rory Callaghercresciuto  masticando la musica di Muddy, Lead Belly e Woody Guthrie. Sono infatti note le sue appassionate interpretazioni dei classici del Blues, con una rara padronanza della chitarra acustica ed elettrica ma anche del mandolino, qui purtroppo assente. Il brano del disco più carico di un’autentica matrice di genere a nostro avviso è Walkin’ Blues,  firmato da Muddy Waters, ed eseguito in duo con Rory Callagher, in un clima intenso e coinvolgente, come a ricordarci che per suonare il Delta Blues autentico non bisogna necessariamente provenire dalla Louisiana… è necessario però aprire il cuore al dolore.

Track list: Blind Man Blues (Lafayette Leake). 
Key To The Highway (McKinley Morganfield, al secolo Muddy Waters).
Young Fashioned Ways (Willie Dixon). 
I’m Gonna Move To The Outskirts Of Town (William Weldon).
Who’s Gonna Be Your Sweet Man When I’m Gone (McKinley Morganfield, al s. Muddy Waters).
Walkin’ Blues (Willie Dixon). I’m Ready (Willie Dixon).
Sad Sad Day
(McKinley Morganfield, al secolo Muddy Waters). I Don’t Know Why (Willie Dixon).

Muddy Waters: voce, chitarra slide. Rory Gallagher, Sam Lawhornchitarra.
Carey Bell Harrington: armonica. Rick Grechbasso elettrico. 
Herbie LovelleMitch Mitchellbatteria. 
Georgie Fortune, Steve Winwoodpianoforte, organo. 
Seldon Powellsassofono tenore. Garnett Browntrombone.

Ernie Royal, Joe Newman: tromba. Rosetta Hightowervoce.

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