Moving Hearts: la cooperativa del nuovo folk d’Irlanda – di Pietro Previti

Il nuovo suono irlandese passava per i solchi del loro primo, omonimo album. I Moving Hearts, o semplicemente, The Hearts, sono stati i testimoni più influenti della Tradizione musicale d’Irlanda ad inizio degli anni Ottanta. Eredi della ricerca folk dei Planxty, The Hearts presero progressivamente forma al Baggot Inn di Dublino, dove suonavano tre volte alla settimana. Il 2 Febbraio 1981 si costituisce la prima di molte formazioni a seguire. Questa comprendeva Christy Moore (voce, chitarra e bodhrán), Dónal Lunny (bouzouki e sintetizzatore), Declan Sinnott (chitarra elettrica), Eoghan O’Neill (basso elettrico), Brian Calnan (batteria e percussioni), Davy Spillane (uilleann pipes e low whistle) e Keith Donald (sassofoni). La band attirò da subito grande attenzione per le capacità musicali dei suoi componenti e per la fusione di elementi apparentemente distanti tra loro, magistralmente adoperati per la scrittura di brani originali che, col passare di qualche anno, diverranno esclusivamente strumentali.
Musica celtica e folk tradizionale, approccio rock e sostenute basi funk, improvvisazioni jazz e testi dai pregnanti contenuti politici e sociali con particolare riguardo alla Questione Irlandese e l’Indipendenza dall’Inghilterra. Se i Clannad degli inizi apparivano fin troppo filologici nella loro proposta, gli Horslips avevano già intrapreso qualche anno prima un percorso analogo, partendo dalla folk-music per poi perdersi in un rock anonimo che si appiattiva troppo per il mercato americano. Intanto ardeva inarrestabile la nuova fiamma U2, scoppiata ad Ottobre del 1980 con la pubblicazione di Boy”, prima uscita di un gruppo che farà Storia. Un altro irlandese, ma del Nord, ha da tempo tracciato la strada maestra da seguire in fatto di Poesia e Tradizione, Contaminazione ed Innovazione.
Van Morrison ha appena pubblicato due lavori importanti come Into the Music” (1979) e Common One” (1980). The Hearts non nascono come progetto costruito a tavolino o per volontà di una casa discografica. All’inizio vi sono i soli Christy Moore, dalla voce straordinaria e con una reputazione da solista assolutamente di riguardo, ed il suo amico di sempre Dónal Lunny, tra i principali artefici della diffusione e consacrazione del bouzouki. Le esibizioni del duo in giro per la Repubblica d’Irlanda sono un’occasione di incontri, bevute e jam allargate. Nelle tappe di Cork e Tipperary si aggiungeranno inizialmente Brian Calnan e Eoghan O’Neill ed in quelle successive arriveranno altri musicisti ancora, sino a quando la Band – tra innesti e fuoriuscite – prenderà la sua definitiva forma, diventando un settetto. Per dare un’idea della compattezza e solidità di suono, ma anche della capacità di elaborare un nuovo ed eccitante suono groove partendo dalla tradizione, Chris Rea in un articolo su Q Magazine li accosterà ai mitici californiani Little Feat.
Il debutto omonimo Moving Hearts” vedrà la luce in quel 1981 e verrà pubblicato dalla Warner con la sua Wea Records per la produzione dello stesso Lunny. È un disco solido, di musica viva e trepidante, che contiene pezzi bellissimi eseguiti in maniera impeccabile. Da segnalare, almeno, Hiroshima Nagasaki Russian Roulette, brano d’apertura e manifesto antinucleare, McBrides, dedicata al Nobel per la pace Seán MacBride, e Before The Deluge, capolavoro visionario di Jackson Browne. Nel 1982, dopo appena un anno e la pubblicazione del secondo long-playing, “Dark End of the Street”, Christy Moore abbandonerà ed il suo posto verrà preso da Mick Hanly, altra figura e voce influente tra quelle irlandesi, che compare nell’album “Live Hearts”, registrato dal vivo il 28 Febbraio 1983 al Dominion Theatre London. La leggenda degli “Hearts” si avviò a conclusione nel 1985, dopo l’uscita del terzo lavoro in studio, “The Storm”, che conteneva soltanto brani strumentali. A quell’epoca anche Hanly era andato via e ad avvicendarsi tra le fila del gruppo erano passati diciannove musicisti. Più che un complesso una cooperativa del nuovo folk d’Irlanda sotto la direzione di Lunny e Spillane, la cui lezione verrà digerita ed ulteriormente divulgata di lì a poco dai Pogues di Shane MacGowan, con l’ulteriore carico di originalità devastante proveniente dal Punk.

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