Motorpsycho: “The Crucible” (2019) – di Pietro Previti

E’ il caso di dire che i Motorpsycho o si amano o si odiano. Hanno una dimensione monolitica dopo quasi trent’anni d’attività, un nome mutuato da un film del regista cult Russ Meyer, 35 album pubblicati ed un numero sterminato di EP, singoli, live e compilation cui vanno ad aggiungersi i progetti solisti o paralleli alla band. Il gruppo di Bent Sæther e Hans Magnus Ryan, membri storici di un trio cui si è aggiunto ormai da una vita il batterista Tomas Järmyr, già nello scorso mese di novembre aveva annunciato che a metà febbraio 2019 sarebbe stato disponibile un prosieguo a “The Tower”, pubblicato nel 2017. “The Crucible”, questo il nome dato al nuovo lavoro, è pura essenza concentrata Motorpsycho. Registrato ad agosto 2018 presso i Monnow Valley Studios, l’album si presenta estremamente denso e compatto, grazie anche alla scaletta composta soltanto da tre lunghi brani per una durata di ascolto di soli 40 minuti. Una scelta d’altri tempi, insomma, quando la durata media dei dischi era solitamente commisurata ad un solo lato di una musicassetta C90. Sul lato A sono presenti due brani composti da Sæther, bassista della band. L’apertura è affidata alla potente ed epica Psychotzar, cupi riff heavy, colpi di gong, basso lancinante e vocalizzi eroici. A seguire la sinfonica Lux Aeterna che si avvale della presenza degli ospiti Lars Horntveth ai fiati e di Susanna Wallumrød ai cori. L’intro con arpeggio di chitarra acustica ed impasto di voci melodiose e le successive aperture di mellotron rimandano ai primi King Crimson. Il meglio deve ancora arrivare, però. Il lato B è costituito da un’unica traccia a firma Sæther/Ryan, la lunghissima The Crucible che dall’alto dei suoi 21 minuti si configura come una vera e propria suite. Per quanto possa eccedere in alcuni momenti di pretenziosità, il brano riesce nella improba impresa di non annoiare l’ascoltatore. In particolare, il riuscito incastro di assoli mai onanistici, tempi complessi e ricercati arrangiamenti che combinano con sagacia stili limitrofi che spaziano dall’hard rock alla musica psichedelica, dal prog alla west-coast risultano convincenti e non scontati e conferiscono  a “The Crucible” una sua dignità autonoma rispetto a “The Tower”. Trattasi non di sequel, dunque, ma di lavoro sufficientemente vario ed originale, pur nei limiti di una proposta declinata in ogni maniera possibile nel corso di tutti questi anni. Fino a quando i Motorpsycho godranno di creatività musicale sarà pura gioia per i loro fans, storici e non, che a breve potranno goderne le loro gesta dal  vivo anche in Italia, in occasione della tournèe del prossimo mese di maggio. Sarà inoltre una buona occasione per saggiare dal vivo i nuovi brani, che potrebbero acquisire ulteriore forza e spessore da una resa più grezza ed immediata. Un’ultima nota, infine, per i collezionisti. Il nuovo disco è stato pubblicato anche in un’esclusiva edizione limitata a 500 copie versione vinile 180 grammi color argento, contenuto in una sorprendente cover sagomata, creata da Håvard Gjelseth, che una volta aperta diventa un magnifico poster di 8 fogli.

Motorpsycho are: Hans Magnus Ryan: Guitar, Vocals, Piano.
Bent Sæther: Bass, Vocals, Guitar, Mellotron. 
Tomas Järmyr: Drums, Percussion, Vocals, Mellotron.

Tracks: 1. Psychotzar Written (8:43). 2. Lux Aeterna (10:55). 3. The Crucible (20:51).

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