Mora & Bronski: “2”… il nuovo Album – di Lino Gregari

Mora & Bronsky sono un duo decisamente atipico nel panorama musicale italiano, e il loro secondo lavoro, intitolato semplicemente “2”, ne è la riprova. Fabio Mora e Fabio “Bronsky” Ferraboschi provengono dai Rio, Rock Band emiliana che ha all’attivo cinque Album e una ventina di singoli
di cui sono rispettivamente “la voce” e “il basso”. Due nomi sicuramente già noti a chi sa di Rock e Blues nostrani, che portano avanti parallelamente un progetto arguto e davvero affascinante.

Con questo secondo lavoro il discorso si fa decisamente più interessante: 16 brani raccolti con occhio attento dall’enorme songbook Blues, Country, Folk e Rock ‘n’ Roll a cui il duo fa riferimento.
Il risultato è un insieme perfettamente coeso, che si ascolta molto volentieri e che scorre fluido e vitale.
Le canzoni assumono un tono molto personale, e il disco scorre in modo esemplare.
La strumentazione è parca, e il lavoro ha un sapore unplugged che giova molto alle scelte musicali effettuate; una scaletta equilibrata e pertinente, che permette all’ascoltatore di entrare in un mondo vitale e lussureggiante.
Le radici del Blues e del Country vengono rivitalizzate e il suono che ne esce dimostra come questo repertorio sia, ancora oggi, una inesauribile fonte di ispirazione.

Ci troviamo a fare i conti con brani di Daniel Lanois, di Woody Guthrie, di Bob Dylan, di Johnny Cash, ma anche con la rilettura di un brano dei Motorhead e di uno dei Depeche Mode, senza che questo sposti di una virgola il discorso musicale intrapreso.
Mora & Bronsky creano un percorso lineare e stilisticamente esemplare, facendo proprio ogni singolo brano e caratterizzandolo con un suono semplice e preciso; anche i due inediti inseriti nel lavoro sposano questa linea di condotta, dimostrando che, anche come songwriters, Fabio&Fabio hanno raggiunto la piena maturità artistica.

“2” è un lavoro molto fisico, suonato direttamente e senza fronzoli, che cattura la verve e la passione che stanno dietro alla musica proposta; il ritmo tenuto con l’ausilio dei piedi, il battito delle mani, lo schiocco delle dita… tutto viene utilizzato per comporre il quadro sonoro che i musicisti hanno in mente, e quello che ne esce è
un album profondamente vero e per questo molto bello.

Un disco da non sottovalutare quindi, che appare anomalo nell’attuale panorama musicale italiano e che deve essere salutato con gioia.

 © RIPRODUZIONE RISERVATA

mora e brosky

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