Mora & Bronski: “50/50″… il ritorno del power duo – di Maurizio Galli

E’ proprio il caso di dire che con questo terzo album – preceduto da “2” e prima ancora da “Naif” – il duo formato da Fabio Mora e Fabio “Bronski” Ferraboschi, in arte Mora & Bronski, è stato in grado di fare un bel filotto. L’album si compone di sedici brani di cui giusto il 50% sono originali (un chiaro rimando al titolo dell’album) ed eseguiti in italica lingua; il restante 50% invece sono cover (non pescate a caso ma sapientemente selezionate). Tra le cover troviamo brani di Al Dexter, Fats Domino, Sonny Boy Williamson, R.L. Burnside, Daniel Lanois e last but not least l’immenso Woody Guthrie. Se vi state domandando cosa ci riserva questa loro ultima fatica eccovi accontentati. Sicuramente troviamo dispensato dell’ottimo blues (See My Jumper Hangin’ Out On The Line) come sempre suonato con grande passione e umiltà; delle sonorità cajun tipiche della Louisiana (The Backdoor e Jolie Louise, un classico presente spesso nei live del duo); del country; dei chiari richiami alla musica roots di oltre oceano e, udite udite, una canzone (No Potho Reposare detta anche A Diosa, scritta da Giuseppe Rachel su una poesia del sarulese Salvatore Sini) del 1920 in dialetto (o sarebbe meglio indicarla come lingua a sé) sardo. C’è da evidenziare un elemento di novità in questo album: infatti Mora & Bronski hanno saputo coniugare, con gran gusto, sonorità tipicamente roots con inserti elettronici e percussivi (programming). Vediamo ora giusto un paio di brani autografi lasciando a voi il piacere di scoprire i restanti. L’album si apre con il primo singolo  Spaghetti Blues che in tono sarcastico mette in evidenza le difficoltà che una band incontra nel nostro paese “facendo” del sano blues (e non solo, aggiungeremmo noi). Segue Mezzanera che con il suo r’n’b coadiuvato dalle tipiche sonorità del banjo e del dobro esprime il giusto mix tra gli italici Carosone&Buscaglione e la magia che aleggia sulla musica di New Orleans. Infine, in Anarcos possiamo trovare le atmosfere rarefatte tanto care a Ry Cooder, contrapposte ad un testo schietto e diretto che ci parla di anarchia. L’album “50/50” è stato registrato tra ottobre e dicembre 2017 presso i Busker Recording Studio di Rubiera (RE) e vede, oltre a Mora e Bronski, anche la partecipazione di un nutrito gruppo di amici di tutto rispetto: Max Lazzarin e Stephanie Océan Ghizzoni dei Bayou Moonshiners, Pietro Marcotti (all’armonica), sua eccellenza Fabrizio Poggi (ricordiamo solo che è stato nominato ai Grammy Awards 2018 nella categoria Best Traditional Blues Album), Lorenz Zadro, Arlo Zenzeri (al violino) e Deborah Kooperman (una delle più sopraffine folksinger che, tra l’altro, ha suonato al fianco di Dave Van Ronk e Francesco Guccini). Che dire, se non che Mora e Bronski con questo disco hanno saputo fare centro?  Alla via così!

Tracks: 1. Spaghetti Blues. 2. Pistol Packin’ Mama. 3. Mezzanera. 4. The Fat Man.
5. Carezze All’Ossigeno. 6. No Potho Reposare. 7. Keep It To Yourself.
8. Anarcos. 9. The Backdoor. 10. Appuntamento al Buio.
11. See My Jumper Hangin’ Out On The Line. 12. Neve e Cenere.

13. Jolie Louise. 14. Più Giù. 15. This Train. 16. Vudumanti.

Fabio Mora: voce, cori. Fabio “Bronski” Ferraboschi: voce, chitarre, programming.

Foto Nicola Cagarelli © tutti i diritti riservati 
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