Montalbano e il casale delle donne schiave – di Cinzia Pagliara

La terra del Commissario più sicilianamente affascinante del mondo ha muri fatti di pietra bianca… che nelle luminose giornate estive quasi accecano; e un mare che incanta e che ti resta sulla pelle anche dopo infinite docce… selvaggio e poetico. Per questo lui ci nuota felice, senza aver bisogno di altro, mentre il sole tramonta ma non è ancora buio, sotto un cielo perfetto per la scena finale, in attesa che un nuovo giorno lo risvegli dai suoi sogni brancatiani, tra fughe di seduzione e lo sguardo – paziente?! – della fidanzata ufficiale. Chissà come risolverebbe questo caso che parla di donne schiave e uomini – uomini? – padroni, di violenza dentro casolari di pietra bianca, o sotto alberi che allontanano i rami, per non vedere. Non per pudore, no. Per vergognaChe poi, in realtà, in questo caso non c’è niente da scoprire, niente che non si sappia, che non sia condiviso dalla comunità maschile di una ricca campagna che non teme il caldo e che ha sempre addosso i colori del raccolto… come se Proserpina non fosse mai stata rapita e le divinità non fossero scese a patti creando le stagioni. Perché è bello condividere le schiave. La storia è piena di scene così, di donne con tuniche (sensuali, scompigliate, sudate… così eccitanti, così impotenti) e di uomini padroni dei loro corpi e delle loro vite. Quanto costa un corpo, una vita? Le guardano lavorare, poi le costringono ai loro giochi, con minacce o con promesse di aiuto per i loro bambini. Che piacere, in quei giochi, che senso di onnipotenza riflesso in quegli occhi atterriti e umiliati. Poi  tornano a casa, nei casali di pietra bianca che sanno di storia antica. Alle mogli legittime (il sacro senso di famiglia), ai figli pezzi di cuore. Poco lontano altre donne – illegittime – sorridono ai loro fragili figli preziosi. Alcune perdono – costrette a farlo rischiando la vita – quelli che il padrone semina a caso, chicchi caduti nella terra sbagliata. Tutte sognano, sotto il cielo che ha vissuto leggende proprio guardando quel pezzo di terra. Chissà se anche le mogli legittime sanno, se percepiscono gli sguardi soddisfatti e gli odori di corpi giovani e stranieri. Chissà per quale motivo preferiscono restare comunque “le legittime“Mi piace pensare che il Commissario, per una volta, non cerchi di sedurre né di essere sedotto, che si vergogni un po’ del suo essere uomo se quelli sono gli uomini, che indaghi, scopra, arresti… che ci spinga a non fingere più, che ci costringa a spalancare gli occhi, pesanti di squallore. Che ridia dignità alla magnifica campagna dai muri in pietra bianca, alle tranquille strade che silenziose scendono fino al mare… e che poi aspetti il tramonto più bello per tuffarsi e nuotare sotto il cielo… che non vuole stare più solo a guardare… immagini che vanno a sfocare. The End.

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