Modern Nature: “How to Live” (2019) – di Ilario Galati

Visionario, profondo, minimale, per certi versi sperimentale e, nonostante questo, in perfetto equilibrio con la spiccata attitudine melodica delle canzoni che lo compongono. “How to Live” (Bella Union 2019), esordio su lunga durata dei Modern Nature, è un disco maturo e intenso, che non difetta certo di personalità e compattezza stilistica – roba da fare invidia a band che suonano insieme da una vita – nonostante tocchi corde molto diverse, spaziando come fa tra kraut, folk, jazz ed elettronica. Ed in effetti il progetto Modern Nature non è stato imbastito da gente propriamente di primo pelo, visto che le precedenti esperienze dei musicisti che compongono il quintettoJack Cooper, Will Young, Jeff Tobias, Aaron Neveu e Rupert Gillett – affondano in band quali Beak, Ultimate Paintings, Woods, Mazes. Le coordinate sono dunque quella di una musica riflessiva e umorale, spesso in bilico tra rimandi del passato più remoto (la scuola di Canterbury, i Can o i Talk Talk più sperimentali, come cita non a sproposito la press release) e richiami decisamente contemporanei.
Scrittura di qualità eccelsa (difficile resistere alla malinconia e alle aperture melodiche di Criminals o Nature), arrangiamenti raffinatissimi (gli archi dell’introduttiva Bloom, il jazz sincopato di Peradam), beat futuristici e notturni (Footsteps), radici ben salde in una tradizione solida, senza che ciò voglia dire pagare dazio a qualcuno in particolare. Un lavoro ispiratissimo dunque, che già altrove ha catturato prepotentemente l’attenzione, imponendosi come uno dei migliori esordi di questo 2019 che volge al termine.

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