Modena City Ramblers+Matti Delle Giuncaie+Folkabbestia+Nuju: “Irlanda In Festa 2018 at Estragon” – di Pietro Graziano

17 Marzo 2018. Quella di San Patrizio ormai è diventata una festa celebrata anche in Italia e gli anatemi che la descrivono come festa consumista, importata, estranea dalle nostre tradizioni, più o meno come Halloween, sembrano non toccare minimamente chi ha voglia di festeggiare. L’appuntamento dell’Estragon arriva alla dodicesima edizione, con una ricetta consolidata: un tocco di Irish folk, un po’ di punk rock, fiumi di birra. I palchi sono due, uno a ingresso libero ed uno a biglietto. Sul primo Folkabbestia e Nuju, sul secondo I Matti Delle Giuncaie aprono per i Modena City Ramblers. L’idea di arrivare con un certo anticipo si è rivelata vincente, visto che già dall’ingresso della tangenziale c’era una coda di macchine in attesa di entrare nel parcheggio del Parco Nord, location storica delle Feste Delll’Unità bolognesi. Il tempo di riuscire ad entrare e godere degli ultimi minuti del set dei Matti Delle Giuncaie, tra ironia toscana, ed energia folk ed è il turno dei Modena City Ramblers che presentano anche un nuovo membro della formazione, il chitarrista Gianluca Spirito, appena entrato e alla sua seconda data. Negli anni i Modena City Ramblers sono diventati una certezza, una famiglia allargata in cui spesso si sono avvicendati componenti ma che ormai si è consolidata intorno al nucleo storico con Massimo “Ice” Ghiacci al basso, Franco D’Aniello, al flauto, irish tin whistle e fiati, Roberto Zeno alla batteria, Leonardo Sgavetti alla fisarmonica e tastiere, oltre alla presenza sempre centrale di Francesco “Fry” Moneti, violino, chitarre e strumenti a corda e del cantante Davide “Dudu” Morandi, voce della formazione ormai dal 2006. Sarà l’occasione speciale ma questo concerto che veniva annunciato molto partecipato ha fatto risultare il tutto esaurito nel corso della serata, con locale pieno fino al consentito. Pubblico eterogeneo, giovanissimi e meno giovani, famiglie intere… sarà anche crollata la sinistra in Emilia Romagna durante le elezioni ma questo non sembra avere toccato minimamente il seguito della formazione modenese, che sembra essere diventato qualcosa di intergenerazionale. C’è spazio per le grandi hit del passato cantate dal pubblico con partecipazione e sui brani più tirati anche qualche accenno di pogo. Sembra quasi di trovarsi dentro ad una bolla, in cui il tempo si è fermato e compaiono anche alcuni “reduci” con  il pugno chiuso sulle canzoni più classiche e sulle immancabili Bella Ciao e il pubblico che invoca Contessa a gran voce, soprattutto i più giovani. Non si può dire di no alle richieste, sarebbe  un po’ come se i Simple Minds non facessero  Don’t You Forget About Me o Smoke On The Water per i Deep Purple. Le cose migliori però i “Modena” le dimostrano con il proprio repertorio,  sia con la vena da cantautori di classici come In Un Giorno Di Pioggia, struggente come sempre, o ancora quando lasciano l’italiano per il dialetto colpendoci tutti al cuore e, per finire, quando modernizzano il loro sound in brani come Viva La Vida, patchanka punk latina che non lascia scampo. Performance inattaccabile anche dal punto di vista musicale, come ci si aspetta da chi vive da anni sulla strada in tour. Andando via, gruppi di giovanissimi che corrono per prendere la navetta, cantando gli inni dei Modena City Ramblers. La solennità di frasi come “Compagni dai campi e dalle officine”… e, nella coda, uscendo dal parcheggio provo a pensare con quali parole si potrebbero sostituire oggi queste strofe, forse con i call center o le consegne delle vostre/ nostre spedizioni Prime in 24 ore?  Interrogativi a cui non so dare risposta… anche se ritorno a casa con la certezza di avere ricevuto qualcosa.

Foto: http://chiaroscuro-project.it/

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.