Miles Davis: “Collectors’ Items” (1956) – di Mr. Hyde

30 gennaio 1953  WOR studios, New York City: l’inizio della prima session di registrazione di questo LP  per la Prestige dal titolo pretenzioso “Collectors’ Items”, è fissata per le 14:00 e fino alle  fino alle 17:00. Puntuali Walter Bishop (piano) e Percy Heath (contrabbasso), seguiti da Charlie Parker che questa volta suona il  sax tenore. Quindi, con molto comodo, Sonny Rollins altro sax tenore seguito da Philly Joe Jones (batteria). Alle 15:00 arriva Miles Davis che dovrebbe essere il band leader, mentre nel frattempo Bird si è scolato un intera bottiglia di Gordon’s  e dorme beatamente sulla seggiola. Insomma, un inizio disastroso, che lascia presagire come si svolgerà l’intera sessione. Miles aveva voluto a tutti i costi che Bird suonasse in quel disco e lo aveva fatto per aiutarlo a guadagnare qualche soldo: al contrario di come Parker si era comportato con lui un po’di anni addietro, ai suoi esordi, quando gli aveva addirittura negato la paga.  Miles, quella volta, era arrivato a minacciarlo di spaccargli una bottiglia di birra in testa, pur di fargli sganciare i 20 dollari che gli spettavano. In effetti Parker si comportava con Miles, come con tutti gli altri amici: da stronzo egoista ed inaffidabile e questo era ormai assodato. Lo sapevano anche loro ma era della musica che suonava di cui tutti erano perdutamente infatuati. Bird, quando il suo cervello era “on line”, ubriacava di note anche i musicisti che lo accompagnavano: rimanevano intenti ad ascoltarlo, cercando, spesso invano, di trascrivere in linguaggio musicale (e Miles ne sapeva qualcosa) quei geroglifici sonori, su tovagliolini di carta, pacchetti di sigarette o scatole di fiammiferi. Charlie Chan (Parker, appare in copertina con questo pseudonimo per questioni di legami contrattuali con Norman Granz) partecipa a quattro su sette tracce dell’album ed è veramente un grande momento di Jazz.  Miles si trova “under pressure” per la presenza del suo ingombrante amico e maestro. Tuttavia si esprime con scioltezza e i suoi assoli sono caratterizzati da una felice improvvisazione, come nei due take di The Serpent’s Tooth e in Compulsion e da forte carica emotiva, come in ‘Round Midnight, della quale, insieme a Sonny e Bird, ne registra una versione intensa e indimenticabile. Sonny Rollins, grande anima, oltre a suonare in maniera eccellente in tutto l’album, infonde energia positiva, abbassa il livello di tensione nell’atmosfera e sposta l’attenzione in direzione della esecuzione della musica: la scelta di farlo partecipare a quella registrazione fu azzeccata. Qui si gusta con piacere la performance di tre miti del Jazz suonare insieme una ballad composta da un altro mito (Thelonius Monk) e questo è veramente un prezioso oggetto da collezioneAlla seconda session di registrazione nel 1956, presso i Van Gelder Studios, non è più presente Parker. Il clima è diverso, rilassato e Miles suona con Sonny Rollins al tenore, Tommy Flanagan al piano, Paul Chambers al basso e Artur Taylor alla batteria. Una formazione di tutto rispetto e la musica che viene prodotta è un piacevole hard bop che vede MilesSonny lanciatissimi in No line e Vierd Blues. Chiude l’album una versione delicata e accattivante di In Your OwnWay di Dave Brubeck, dove Sonny Rollins esprime il meglio di sé. E’ presente un’altra versione di questo brano in “Workin with the Miles Davis Quintet” (1959) e la parte del tenore viene suonata da John Coltrane. Vale la pena ascoltare anche questo capolavoro, e tentare di scegliere la versione che piace di più fra le due. Ira Gitler, presente in entrambe le date nella veste di supervisore, racconta che, alla fine della sessione registrazione, a Miles che si gli faceva notare: Questo non te l’ho mai fatto nelle tue date”, Parker replicò ad alta voce, camminando lungo la sala: Va bene, Lily Pons (una grande soprano famosa in quegli anni) per produrre bellezza dobbiamo soffrire. Dall’ostrica arriva la perla”. In effetti il risultato è davvero un perla. Si, in quell’occasione Bird era in vena di considerazioni filosofiche e consigli disinteressati per gli amici. Gitler, nelle sue note alla edizione re-masterizzata uscita su CD nel 2008, racconta che ad un certo punto Bird prese da parte Sonny e gli propinò la solita lezioncina sul  “fai come dico io e non come faccio io”. Sonny lo ha fatto, con il  rimpianto che Bird non è vissuto per vederlo accadere.

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