Milano a mano armata – di Palmiro il peggiore

Se non c’è una regia – che una volta avremmo chiamato del “grande vecchio” – il ministro dell’interno dovrebbe dimettersi subito… e il premier dovrebbe mostrare meno iattanza e retorica berlusconiana commentando l’apertura dell’ EXPO.
I dati economici e sulla disoccupazione ci danno in caduta libera… a dimostrare che le “riforme” di questa classe politica insulsa servono solo ai loro famigli e al potere economico che tutto manovra come si fa con le marionette.
Ancora una volta quattro barbari disperati hanno infangato la Democrazia e il diritto alla protesta. Disperati prodotto di questa società in preda agli spasmi, dei loro genitori che non li hanno presi a schiaffi e calci come quella madre ha fatto col figlio negli ultimi disordini americani.
Prodotto anche di strategie inconfessabili che vogliono trasmettere alla gente comune – a quella maggioranza silenziosa che ancora vota in questo paese – un messaggio di “unicità” e di monopolio della ribellione nelle mani della follia devastatrice. Stasera c’è la Turandot alla scala… e lor signori sono solo preoccupati di doversi sporcare le pelliccie e gli abiti infiocchettati… loro tutti.
Anche quella categoria individuabile nella disgraziata filosofia radical chicben rappresentata dal sindaco di Milano e da quel suo parente… organizzatore di marce no global in porsche; quel signor agnoletto magicamente sparito dalle cronache ormai da anni.
Quel che voglio dire è ben riassunto da un’immagine che ancora mi torna alla mente se ripenso all’ultimo – inutile – sciopero generale che ho potuto vivere poco tempo fa. Mentre sfilava un pacifico corteo di lavoratori si potevano osservare interi battaglioni di celerini in assetto di guerra… molti di loro erano in forze alla guardia di finanza. Stavano lì… invece di fare il culo agli evasori totali.
Torneremo presto su questa storia ma, chi ha vissuto gli anni della follia terrorista sa bene che tutto è cominciato con l’espulsione della classe operaia dai cortei. 
La negazione di una protesta civile per mezzo delle trame inconfessabili a cui sopra si faceva cenno. Quando i servizi d’ordine dei cortei fatti dagli operai sparirono cominciarono i sibili sinistri dei proiettili…
e morirono tanti innocenti, da una parte e dall’altra, sacrificati sull’altare di una strategia della tensione dai contorni ancor oggi oscurati dal segreto di stato che un premier coi baffetti anni fa reiterò nell’indifferenza di tutti.

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il vero volto del letame

Un pensiero riguardo “Milano a mano armata – di Palmiro il peggiore

  • Maggio 1, 2015 in 9:33 pm
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    Io c’ero.
    C’ero nelle manifestazioni degli anni ’70, nelle quali con giovane incoscienza credevamo di poter piegare il potere al nostro volere…
    c’ero negli anni ottanta, assieme a quelli che non si riconoscevano nella patinata Milano da bere…
    e c’ero anche oggi, anche se solo come attonito spettatore.
    Spettatore di una violenza consumata ad esclusivo uso dei media, da parte di un gruppo di giovani persone strutturate e manovrate dalla stessa classe politica che vogliono contrastare. Una violenza figlia di uno schema che si ripete costantemente ad ogni manifestazione, palesemente studiato per creare scompiglio nelle pigre menti dei cittadini per bene.
    Se solo provassimo a uscire dagli schemi…

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