Mick Abrahams “Revived!” (2015) – di Magar

Mick Abrahams è sempre stato famoso per il suo spiccato senso dell’umorismo, ovviamente oltre che per le sue indubbie doti musicali. Lo possiamo dedurre anche dalla copertina del suo ultimo lavoro, dall’esplicito titolo, “Revived!” (2015), dove appare come una sorta di beffardo Frankenstein. Dopo l’ictus che lo colpì nel 2009, pochi avrebbero scommesso su una sua ripresa… e invece eccolo qui, più in forma che mai, con un album di canzoni che, come fa giustamente notare Lui, ha sempre voluto incidere senza tuttavia averne l’opportunità.Per l’occasione gli danno una mano una serie di vecchi amici che, guarda caso sono anche grandi musicisti, oltre che rinomate Rock Stars… Bill Wyman, Martin Barre, Paul Jones, Mark Feltham (Nine Below Zero), Beverley Skeete, Josh Philips, Bernie Marsden (chitarrista dei Whitesnake), Jim Rodford (batterista dei The Kinks) e Graham Walker lo accompagnano in questa avventura, dove il Blues è ovviamente di casa, pur senza esserne l’unico padrone. Una certa vena Rockabilly pervade il disco, che alterna classici a brani meno conosciuti, finendo per condensarsi in un ascolto davvero gradevole. A settantadue anni compiuti Abrahams sforna il suo disco migliore, dimostrando una vitalità che fa ben sperare per il futuro. Mick, lo ricordiamo, è stato il primo chitarrista dei Jethro Tull, con i quali registrò lo splendido esordio della Band, “This Was” (1968), salvo poi lasciare il gruppo a causa di una diversa visione del percorso musicale da seguire. 
Nel 1969 formò i Bloodwin Pig, con i quali incise un paio di album pregevoli: Ahead Rings Out” (1969) e “Getting to This”(1970) sciogliendoli tuttavia nel 1970 per formare la The Mick Abrahams Band, con la quale incise due dischi per la Chrysalis Record: “A Musical Evening with Mick Abrahams” (1971) e “At Last” (1972). Visto lo scarso successo ottenuto, si ritirò dalle scene musicali, guadagnandosi da vivere come venditore di automobili, almeno fino al 1987, quando riprese in mano la chitarra e diede alle stampe sia dischi in veste di solista che come band leader dei rinati Bloodwin Pig
Il DNA di Mick è intriso di Blues del Delta, quello che misticamente gli è stato tramandato da Robert Johnson in persona, e “Revived!” ce lo dimostra appieno, giocando con le note del Blues più classico senza comunque tralasciare quella vena irriverente e sarcastica che accompagna da sempre il Nostro eroe. Blues sopratutto elettrico, con qualche pregevole avventura acustica, e l’apparizione qua e là di una sezione di fiati che colora il suono in modo brillante. Un disco che piacerà a molti, con 17 tracce di grandissima fattura.

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