Michael Gira: No Here/Not Now – di Bruno Santini

No Here/Not Now, struggente rappresentazione amorosa fatta canzone. Una dichiarazione d’amore poetica, che penetra nel significante e nel significato di ogni singolo termine, culmina nel meraviglioso verso “the songs that clothes your naked son” e si spegne nel – difficile ma non impossibile – reiterato “this is not here, this is not now”. Il parziale ritorno all’oscurità dei temi degli Swans è chiaro all’interno del quinto brano di “We are him” (2007). La voce di Michael Gira colpisce, più che mai, dopo le iniziali note: un coltello che squarcia i panni dell’ascoltatore, lasciandolo nudo di fronte alla sua condizione morale. Un brano che rende felice il felice e abbatte il triste. L’andamento della canzone non è dinamico, anzi, tutt’altro: sembra in alcuni punti annoiare, essenzialmente in un secondo o terzo ascolto, per poi portare al massimo dell’intensità psicologica le sensazioni derivanti dall’ascolto della voce femminile. L’ansia, il fremere di chi coglie il punto culmine del brano, porta quasi a disprezzare i versi iniziali, intrisi di dubbio e angoscia… ben resa dalla splendida voce di Gira ma, soprattutto, dai numerosi dubbi che emergono: “will you dream that we breathe?” (si ripete tre volte, tra cui una nel verso conclusivo) è la più suggestiva delle domande del brano, tutto un interrogativo che porta alle sconnesse sentenze (recitate dalla limpida voce femminile) e alla cruda ammissione corale degli ultimi versi. Un brano altalenante, che oscilla tra picchi di minima e massima intesità, che mai si tiene nel mezzo e fa, allo stesso modo vacillare, chi lo ascolta. Un brano, da solo, in grado di cambiare l’andamento di una giornata. Buon ascolto.

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