Michael Barrier: “The animated man: a life of Walt Disney” (2007) – di Dario Lopez

“Vita di Walt Disney” (The animated man: a life of Walt Disney 2007) non è un’agiografia del creatore di Topolino & Co, questo (insieme ad altri) è il più grande pregio di un libro che conferma quanta qualità la collana Lapilli Giganti di Tunué abbia portato sul mercato italiano. La biografia di Michael Barrier, apprezzato storico americano di fumetto e animazione, ci presenta la vita di Walt Disney, quella professionale prima di quella privata, senza cedere alla mitizzazione del personaggio pubblico che in queste pagine rimane sempre persona, con tutti i suoi pregi, il suo genio, i suoi sogni e le sue idee, ma anche con tutti i suoi difetti, le sue intemperanze e le sue mancanze. Come tutte le biografie che si rispettino non possono mancare i cenni all’infanzia del protagonista, alla famiglia d’origine, ai luoghi dei primi anni di vita. È la nascita della figura professionale ad interessare Barrier e di conseguenza il lettore, lo sviluppo e la crescita di un artista che non è mai stato un disegnatore impeccabile, quella dell’uomo d’affari caparbio e innamorato dei propri sogni, capace di partire da zero e creare un piccolo impero, pur navigando a vista tra mille difficoltà. La storia di Walt Disney  viaggia in simbiosi con quella di suo fratello Roy, figura indispensabile per la crescita dell’attività di famiglia ed è la storia di un gruppo di persone e di un’azienda che è riuscita a ritagliarsi un posto al sole nella storia del cinema americano d’animazione. Emerge come Disney, oltre che genio, fosse anche un personaggio scomodo, brillante ma con forti manie di controllo, appassionato ma anche capace di comportamenti mutevoli e grandi perdite di interesse verso taluni aspetti della sua attività, creatore di favole ma spesso troppo concentrato su se stesso.
Oltre a trattegiarne il carattere, Barrier costruisce un testo meraviglioso nell’esplicare le varie fasi della carriera di Disney, partendo dalle primissime animazioni, dalle intuizioni sulla tecnica mista delle Alice Comedies alla creazione di Mickey Mouse, dai primi lungometraggi di successo alle successive battute d’arresto, e poi ancora l’interesse per i film in live action, quello per i diorami e le miniature, la passione per i treni, la crescita dell’azienda, fino ad arrivare alla creazione del mondo ideale di Walt, la famosa Disneyland e ancora oltre. In mezzo a tutto ciò, interventi, interviste, documenti di tutta una serie di collaboratori e amici che Disney ebbero modo di conoscerlo da vicino, testimonianze che integrano una scrittura piacevole e discorsiva su una vita, su un’epoca e sulla nascita di un mito che ancora oggi intrattiene con successo milioni di adulti e bambini. L’unico aspetto a essere trattato marginalmente (quasi per niente a dire il vero) è quello legato alla produzione a fumetti dei personaggi di proprietà Disney, compensato però da tanta, tanta animazione e parecchio cinema. È la storia di Walt questa e non dell’industria Disney, ci si ferma quindi con gli anni 60 e con la morte del protagonista di cui oggi ricorrono i cinquant’anni, nel corso dei decenni Barrier insegue più che la produzione di un’azienda, visioni e interessi del suo fondatore, progetti che non sempre collimavano con tutto quello che noi spettatori abbiamo avuto modo di ammirare nel corso degli anni. Un libro assolutamente da avere per ogni amante della produzione Disney più datata.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.