Melting Clock: “Destinazioni” (2019) – di Alessandro Freschi

‘Destinazioni. Frammenti e illusioni di un viaggio che elude qualsiasi confine. La storia imprime i ricordi tra visi, sorrisi, riflessi e pensieri’. È un progetto musicale che ha preso forma nel 2001 tra i banchi di una facoltà universitaria quello che si cela dietro il surrealista moniker Melting Clock. In perpetua evoluzione, fronteggiando fisiologici avvicendamenti in formazione, il combo di origine genovese col passare degli anni ha convertito quelli che erano i ricreativi intenti primordiali di semplice cover prog-band in un percorso artistico ben più articolato, rivolto esplicitamente alla sperimentazione e alla composizione di lavori originali. A partire dal 2016 la line-up ha assunto in pianta stabile la configurazione a sei elementi: agli storici membri Sandro Amadei (tastiere e voce), Stefano Amadei (chitarre), Alessandro Bosca (basso) e Francesco Fiorito (batteria) si sono andati ad aggiungere Simone Caffè (chitarre) ed Emanuela Vedana (voce).
Sull’onda di un sempre più rinvigorito entusiasmo i Melting Clock si sono resi protagonisti di convincenti performance live tanto da accattivarsi le simpatie del patron della Black Widow Records, Massimo Gasperini, che ha deciso di coinvolgerli nell’inaugurazione della seconda edizione del Porto Antico Prog Fest. Adesso, sotto l’egida della label con sede in Via del Campo, il sestetto ligure consegna alle stampe la propria opera prima
“Destinazioni” (2019). In tutto nove tracce in scaletta (la versione su doppio vinile ne prevede una decima, dall’eloquente titolo Alla Corte dei Re Cremisi) nelle quali emerge prepotente l’eccelso feeling esistenti tra le parti in gioco, abili nel foggiare un equilibrio tra fraseggi sonori e seducente narrazione. Se i contenuti delle liriche, rigorosamente in italiano, non cadono mai nella banalità, il supporto dei policromatici arrangiamenti si rivela puntuale ed incisivo lambendo sfaccettature tipicamente symphonic rock ed armonie che richiamano ad un folk-prog di pregiata fattura. La vocalità di Emanuela Vedana si rivela la vera ciliegina sulla torta (o per meglio dire sul disco) oscillando tra le trame dei movimenti con modulazioni sospese tra lirismo ed insurrezioni epiche; non dispiace neppure il contraltare che sovente viene offerto dalla profonda timbrica di Sandro Amadei. Decisamente d’impatto gli otto minuti dell’opener Caleidoscopio, scelto come singolo apri-pista; non da meno appaiono le crepuscolari visioni di Antares, la danza incalzante de L’Occhio dello Sciacallo e Banalmente, brano di pungente denuncia sociale. È comunque nel suo complesso che “Destinazioni” riesce a persuadere rivelandosi un valido biglietto da visita per questi esordenti (ma non troppo) Melting Clock. L’inizio di un viaggio che ci auguriamoeluda qualsiasi confine’.

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