Melissa Etheridge: “MEmphis Rock And Soul” (2016) – di Massimiliano Manocchia

Ho sempre trovato Melissa Etheridge più convincente come interprete che come autrice e temo che questo quattordicesimo lavoro in studio – nel quale rilegge con rigore quasi filologico (l’album è stato registrato ai Royal Studios di Memphis con il contributo di alcuni musicisti che all’epoca facevano parte dello staff di Al Green alla Hi Records) una dozzina di classici Stax – ne sia la conferma. A cinquantacinque anni e con alle spalle una guerra (vinta) contro un tumore al seno, la ragazza sfodera una grinta – seppure a tratti un po’ laccata – da far invidia al miglior Springsteen (non l’ho citato a caso, essendo Melissa una sua fan accanita) e non escludo che “MEmphis Rock And Soul” sia uno di quei dischi che il Boss avrebbe voluto incidere illo tempore come tributo al suo amore per il Soul e il Rhythm and Blues. L’intensità e la sincerità con cui Melissa interpreta queste dodici tracce ci esonera dall’indagare le ragioni di un’operazione che potrebbe definirsi pleonastica, non fosse che stiamo vivendo tempi così culturalmente infausti da essere costretti a pescare nel nostro glorioso passato per trovare non solo ispirazione ma anche novità.
Va tuttavia evidenziato che di originale (discostandosi gli arrangiamenti poco o nulla dalle versioni note) qui non c’è nemmeno l’ombra e, nessuno probabilmente, sentiva il bisogno delle ennesime cover di Hold On, I’m Coming e Born Under A Bad Sign (poco incisiva la prima e appena meno che banale la seconda) ma nel suo complesso l’album risulta gioioso e pieno di vigore soul sufficientemente vintage da essere in grado, almeno sulla carta, di  accattivarsi simpatie “trasversali” e togliere un po’ di polvere dal blasone di Melissa Etheridge. Il brano più riuscito del lotto è senz’altro Respect Yourselfcomposto da Mack Rice e Luther Ingram e portato al successo nel 1972 dalle Staple Singers, il cui testo è stato in parte riscritto e aggiornato ai tempi che corrono dalla stessa Etheridge assieme a Priscilla Renea, cantautrice di colore proveniente dalla Florida che negli ultimi sei anni ha co-firmato diversi brani di svariati artisti (tra cui, per citarne due, Rihanna e Madonna).
Chi già mastica la materia Stax (e dintorni) rimarrà nella migliore delle ipotesi indifferente durante l’ascolto di “MEmphis Rock And Soul” e nella peggiore irritato per via di certe inflessioni country-folk che inevitabilmente emergono dalla performance vocale e che risultano estranee al patrimonio storico-culturale della Stax; chi invece non ne ha cognizione e ha sempre pensato che “Stax” fosse una marca di detersivi, può trovare in queste dodici tracce una più che dignitosa antologia introduttiva a una fetta di black music imprescindibile. Naturalmente la speranza è che la sacra curiosità conduca il giovane neofita oltre i limiti di questo pur dignitoso “bignami” di Melissa Etheridge, e lo sospinga verso il catalogo Stax originale. 

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