Mé, Pék e Barba: Live at FestaReggio 2018 – di Davide Amico

Reggio Emilia, 22 agosto 2018. Quindici anni di attività, sei album in studio, un CD/DVD dal vivo e l’occasione per celebrarli arriva sul palco principale di FestaReggio, in una rassegna che vede presenti da Cosmo agli Zen Circus, passando per i Lacuna Coil. Un bel riconoscimento… e soddisfazione per un gruppo che ha fatto molto più di quello che ha raccontato ed ha, sin dagli inizi, cercato una strada propria nel mondo della musica. Nelle canzoni dei Mé, Pék e Barba c’è una radice folk popolare ed emiliana, che si fonde con le sonorità irlandesi dei Modena City Ramblers, il rock e la canzone d’autore. Sul palco ben nove elementi e due cantanti che si intrecciano ed alternano con grandissima energia, senza risparmiarsi niente… Sandro Pezzarossa e Michela Ollari che introducono ogni brano come se fosse un vero e proprio racconto narrativo. Non poteva mancare la fisarmonica, suonata da Federico Romano e i fiati di Federico Buffagni, mentre batteria e percussioni sono opera di Nicola Bolsi e Federico Ferri. Al basso una certezza, Elisa Minari, in passato con Nomadi, Freak AntoniFrancesco Baccini e, dal 2015, membro della Band, per la quale ha curato anche la produzione artistica dell’ultimo “Vincanti”. Assenti per l’occasione il violinista Lucio Stefani e il chitarrista Sandro Chierici, sostituiti da due ospiti di grandissimo livello, sia per il genere proposto, sia per la loro popolarità in zona e in tutta Italia. Al violino Francesco Fry Moneti, direttamente dai Modena City Ramblers e Casa Del Vento… e alle chitarre Max Cottafavi, storico chitarrista di Ligabue con i Clan Destino. Il repertorio è vasto e non deve essere semplice scegliere per la Band, ma il pubblico presente sembra conoscere la maggior parte dei brani proposti. Una delle caratteristiche dei Mé, Pék e Barba è stata quella di ampliare sempre il loro raggio d’azione, ospitando in studio e su disco musicisti e personaggi dal mondo della letteratura… e così negli anni la Band della Bassa Parmense ha collaborato con Alberto Morselli (primo cantante dei Modena City Ramblers), Gigi Cavalli Cocchi (batterista di CSI e Ligabue), Omar Pedrini, Marino Severini dei Gang, l’attore Stefano Bicocchi (meglio noto come Vito) o ancora scrittori come Erri De Luca, Paolo Rumiz e Mauro Corona. Le storie nel songbook del gruppo sono tante, ci sono storie popolari, storie di Resistenza, come il Codice Cichero, ispirata al codice di condotta dei partigiani… ma anche i racconti sul vino dell’ultimo lavoro, “Vincanti” e quelli ispirati alla letteratura del precedente “CartaCanta”, seri si ma mai “seriosi” o pretenziosi. Ci sono anche alcune cover nel repertorio: Il Bersagliere Ha Cento Penne, canto partigiano, Brigante Se More di Eugenio Bennato e Se Mi Rilasso Collasso della Bandabardò. Un’altra figura centrale nelle performances del Gruppo è Domenico “Dido” Di Donna, suonatore di ghironda dalla figura imponente e vero agitatore sul palco… e un’ultima menzione va anche a Roberto Guerreschi, fonico che con i suoi interventi anche live contribuisce all’equilibrio di questo mix sonoro davvero ricco. Si viene via soddisfatti da un concerto dei Mé, Pék e Barba, anche senza conoscere già le canzoni, quindici anni di attività sembrano proprio non sentirli… c’è energia per molto altro ancora.

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