Max Meazza: “La Californie” (2018) – di Maurizio Galli

Per quanti non conoscessero il Max Meazza artista, diciamo subito che il solco da lui tracciato ha origini ben remote nel tempo. Quando in Italia imperversava il periodo progressivo (o progressive per gli anglofoni) arricchito, alle volte anche in eccesso, dai dovuti arzigogoli musicali, il sound del songwriter meneghino era invece orientato ad un sound tipicamente californiano e, volendo scendere ancora più nel dettaglio, direi prossimo al sound westcoastiano che ha i suoi caposcuola in artisti del calibro di Crosby, Stills, Nash&Young, Eagles,James Taylor e qualche altro. Dopo gli inizi con i Pueblo (con Fabio Spruzzola e l’ottimo chitarrista Claudio Bazzari) – con cui inciderà per la Polygramnel 1975,  l’LP omonimo “Pueblo” – dagli anni 80 Max prosegue, fino ad arrivare ai giorni odierni, con la carriera del solista. La cifra stilistica di Max Meazza è sicuramente ben rappresentabile, oltre che dalla già citata passione per la musica della West Coast, anche dal buon vecchio rock anni 70 e dalla devozione per il cantautore scozzese John Martyn. Pur sempre conservando gelosamente la sua California (La Californie”) nel cuore, in questo suo nuovo lavoro discografico Meazza ci mostra una visione mediterranea capace di catapultarci in Costa Azzurra, a Cannes. Diventa semplice percepire il calore del sole sulla pelle, il tipico profumo della salsedine, il lontano sciabordare delle onde dell’azzurro mare… come in un gioco di incastri, a cercare il paio con il jazz, il rock americano e la tanto amata West Coast. In “La Californie” possiamo trovare, oltre a brani autografi, anche alcune cover (che possiamo definire minori rispetto al consueto panorama musicale) come quelle dedicate a Nick Feldman, Ben Sidran, Joshua Kadison e Gary Dayton Hill. Certo è che nonostante l’ottima scelta dei brani appena citati, è con i pezzi a sua firma che il Nostro riesce a lasciare un segno ben difficilmente delebile durante l’ascolto. Provate a smentirmi, ad esempio, ascoltando l’estatica ballata Dark Stars, che tra l’altro vede ospite alle tastiere Leonard Wolf, o con il blues, arricchito da venature jazz, di Present At My Door. Nell’album, tra le collaborazioni, troviamo anche: l’ottimo Nicola Demontis, Leonard Wolf alle tastiere, Ben Babylon, Enrico Panicucci al basso e alle voci Amber Sweeney e Shannon Callihan. In La Californie” scritto, arrangiato e prodotto dallo stesso Meazza, troviamo sicuramente ben rappresentate le due anime dell’artista: quella decisamente più rock e blues (con le sue graffianti chitarre) e quella più cantautorale, intimista e riflessiva. In estrema sintesi un disco che una volta collocato nel vostro lettore cd, farete ben fatica a togliere. Alla via così.

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