Mattia Caroli & I Fiori del Male: “Fall From Grace” (2016) – di Capitan Delirio

Si sta facendo strada abbastanza velocemente nel panorama musicale nazionale questo gruppo di ragazzi di Rieti, Mattia Caroli & I Fiori del Male, giunti finalmente al primo lavoro in studio, “Fall From Grace”, uscito nel novembre del 2016 per l’etichetta tedesca Timezone. Album che segue una precedente pubblicazione, un EP autoprodotto, dal titolo Every Giro Day che dà le giuste indicazioni circa la filosofia su cui si basa il loro progetto e che ha riservato loro le prime soddisfazioni. Come si può chiaramente evincere dal nome della band, che fa riferimento al celebre poema di Charles Baudelaire, nei testi delle canzoni vi è una preponderante attenzione verso le tematiche espresse da quella inclassificabile corrente artistica di scrittori di varie epoche raccolti sotto il nome di Poeti Maledetti; e si riflette principalmente nei testi, scritti e cantati da Mattia Caroli, ricchi di citazioni di versi di Oscar Wilde o Joris-Karl Huysmans
Il video realizzato da Marco Gallo per il brano Saturday Morning è stato selezionato per il Best Music Video al Paris Art & Movie Awards; circostanza, questa, che ha dato alla band la possibilità di esibirsi davanti al pubblico della capitale transalpina. D’altra parte, questi ragazzi, per le loro inclinazioni personali e per la capacità di comunicare in inglese, sembrano già nati per il palcoscenico internazionale. Sarà forse questo il motivo per cui la proposta editoriale è arrivata da un’etichetta tedesca e non da una italiana (e qui, apriamo una parentesi sui motivi per cui in Italia spesso arriviamo in ritardo quando ci sia da produrre musica di qualità). “Fall From Grace” segue perfettamente il solco tracciato dal precedente EP e si apre con il riuscito  gioco di parole tra Full of Grace (pieno di grazia) e Fall From Grace (caduta dalla grazia).
Appunto sulla caduta dalla grazia, quasi fosse un concept album, sono incentrate le tematiche del disco. In quasi tutti i testi, infatti, si respira il tema della perdita delle certezze e i protagonisti delle liriche sono per la maggior parte emarginati, inetti, uomini caduti in disgrazia che si trovano a dover fare i conti con la realtà e a cercare un modo per sopravvivere e per ritrovare consapevolezza di sé. In questo senso sono molto rappresentative, oltre la stessa Saturday Morning (riproposta anche nell’album) Ain’t she the Queen? o, ancora, Blues Man. Non sì precipita, però, nell’irrimediabile pessimismo o nell’autocommiserazione, perché ci sono anche dei brani ricchi di speranza come l’esemplare In The Summer che è un invito a superare i problemi e a vivere con maggior leggerezza, senza troppi pensieri. L’aspetto che sembra più interessante dell’intero progetto è l’amalgama musicale che combina perfettamente i numerosi strumenti utilizzati in sala di registrazione (oltre a quelli classici, chitarra, batteria, basso e tastiera, troviamo anche lap steel guitar, sax, tromba, banjo e armonica) producendo un sound calibrato e una scaletta di brani che si adagiano piacevolmente all’orecchio e che, a un ascolto più attento, mostrano un’architettura ricca di sfumature. L’abilità dei musicisti riesce a proporre con equilibrio, all’interno delle dodici tracce, influenze di vario genere, passando con misura dal rock progressivo al funky, dal pop sperimentale allo skapunk o al folk delle piantagioni di cotone, fino a fraseggi per brevi assolo di chitarra o fiati che fanno pensare al jazz, come nell’ottima She seemed to be crying. Disco interessante e multiforme, “Fall From Grace” è il riuscito esordio di una Band che possiede tutti i numeri per crearsi un importante seguito in Italia ed imporsi anche, e soprattutto, a livello internazionale.

“Fall From Grace”: 1. Ballad of evil, 2. Ain’t she the Queen?, 3. The song of the highest Tower, 4. Blues man, 5. Last refuge, 6. Sad dark shadow, 7. In the summer, 8. Running around, 9. Saturday morning, 10. A street at night, 11. She seemed to be crying, 12. Leave me alone.

Mattia Caroli (voce, chitarra), Alessio Festuccia (tastiera, seconda voce), Valerio Brucchietti (basso), Pierluigi Foschi (batteria, percussioni), Nicolò Francesco Faraglia (chitarra solista), Simone Fusiani (seconda voce,cori,sax), Niccolo’ Jacopo Cavoli (Lap steel guitar, seconda voce, tromba).

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