Massimiliano Tappari: “Coffee break” (2013) – di Lucia Gargano

“Coffee break” è una scossa di creatività. Un libro sorprendente, visivamente gradevole e accattivante, intessuto di una veloce e stimolante storia fotografica che si dipana nell’arco temporale di una pausa caffè. Tutto inizia posando gli occhi su una caffettiera: la classica, domestica e familiare macchinetta indispensabile per la preparazione del caffè in casa. Intorno a questo oggetto quotidiano, conosciuto anche da chi non ama la nera, intensa ed aromatica miscela, Massimiliano Tappari fa girare lo sguardo e, prima che ve ne rendiate conto, vi trascina, attraverso una sequenza coesiva di immagini e parole, in un’avventurosa storia di evasione. Si scappa dalle quattro mura di una oscura prigione per arrivare a conquistare, dopo tanta fatica, quel sospirato momento di libertà dato dalla pausa-caffè in compagnia di un super-eroe. In questo, come in altri suoi libri, l’autore è fantasioso ed originale: riesce a creare storie, fotografando un unico soggetto da diverse angolazioni. Quando sceglie di vedere qualcosa, una caffettiera, per esempio, scatta una serie di foto, gioca con più prospettive che la rendono interessante e restando sempre vicino all’oggetto lo riscopre da punti di vista del tutto nuovi. Cattura i dettagli della caffettiera, la libera dalla sua materialità e la scompone nelle sue parti che, inaspettatamente, anche noi riusciamo a guardare non più per ciò che sono, ma per quello che possono sembrare, come insegna Bruno Munari. E così… ogni elemento si anima, interpretando luoghi e personaggi della storia: il raccoglitore della caffettiera è la prigione, ma guardandolo da un altro punto di vista sembra anche un pesce a bocca aperta. Il pomello diventa un fiammifero spento dalla pioggia; il coperchio è un cappottino all’ultima moda, ma anche un uccellino cinguettante; la colonnina di erogazione è un fucile puntato; il filtro una galleria segreta e… il resto è tutto da scoprire. Spostando lo sguardo sul mondo e avvicinandosi alle cose, è possibile trovare una profusione di significati narranti. Anche una routine giornaliera, come il rituale di preparazione del caffè, può stimolare la fantasia e portare a risultati inattesi. La miscela di polvere e acqua che fuoriesce dalla strettoia di una caffettiera, trasformandosi nell’aromatica bevanda, sembra suggerire l’idea della fuga quando i pensieri hanno bisogno di spazio; e il tempo di un caffè, come momento per fermarsi e staccare dagli impegni quotidiani, evoca in noi quella sublime urgenza di divagare con la mente, partendo da un punto d’inizio per poi perdersi nell’eccitante sapore di destinazioni sconosciute. È l’origine della creatività. Il libro è davvero bello e ben fatto: grafica efficace e una storia semplice da raccontare. Le frasi, ancorate alle immagini, aggiungono contesto e intensità alle foto difficilmente interpretabili senza le parole. L’autenticità delle immagini rende sincera la storia: il momento descritto sembra quasi che sia semplicemente successo. Come se l’autore si fosse seduto e l’abbia guardato accadere… lui con la sua macchina fotografica, noi con lo sguardo nella lettura. Alla fine del libro vi sembrerà di aver sognato ad occhi aperti, di aver volato con la fantasia e più ampia sarà la vostra immaginazione. Massimiliano Tappari, pur essendo fotografo, illustratore, autore di libri originali (ha creato una storia fotocopiando due chiavi), preferisce definirsi un lettore dello spazio. Cammina, osserva, incontra; con il suo sguardo poetico riesce a scovare storie interessanti ovunque e condividerle con gli altri è per lui il divertimento maggiore. Oltre a “Coffee Break” (Corraini 2013), i suoi ultimi libri sono: “Parto. Diario di 9 mesi in aria. Diario di 9 mesi in acqua” con Chiara Carminati (Franco Cosimo Panini 2013); “Miramuri” con Alessandro Sanna (Terre di Mezzo 2015); “Gli occhi degli alberi e la visione delle nuvole” con Chicca Gagliardo (Hacca 2016). Libri che raccontano storie per immagini, esaltano la vivacità e l’immediatezza della fotografia senza trascurare la reinvenzione e l’espressione della narrativa. L’autore conduce corsi e workshop di stupore a km zero sulla narrazione e l’immaginario. Nei suoi laboratori creativi invita bambini e adulti a leggere il mondo come se fosse un grande libro illustrato per cogliere il fantastico nel quotidiano. É stato invitato a partecipare alla mostra “Lire entre les lignes” (leggere tra le righe), dedicata a sette illustratori europei, tenutasi a Montreuil nel 2016. Nello stesso anno ha ricevuto il Premio Andersen come “Protagonista della cultura per l’infanzia”, ma i suoi libri sono per ogni tipo di lettore: sanno parlare ai bambini e agli adulti, agli appassionati che desiderano provare nuovi approcci alla fotografia… o a chi vuole semplicemente inoltrarsi in spazi di piacevoli letture visive. Le sue storie fotografiche estendono lo sguardo e il pensiero. Sono libri aperti… divertitevi e prendetevi il tempo di osservare. Attardatevi su ciò che vi sta intorno: i momenti importanti accadono di continuo. Afferrate le possibilità, andate alla scoperta di nuove vie d’incontro tra voi e le cose e fatele risuonare nel vostro immaginario interiore.

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