Mark Lanegan: “Whiskey for the Holy Ghost” (1994) – di Francesca Spaccatini

Tutto il bene che ho visto è andato giù, nella fogna. Ho versato una lacrima per ogni grammo di bene. Ne è sorto un fiume, è alto un miglio. Scola e scola nella fogna. Si bagna di puzza, poltiglia limacciosa. Mani che affondano. Ho sentito i miei fantasmi lì sotto. Gli ho teso la mano, l’orecchio e la bocca, ma i fantasmi non si possono afferrare, non ti possono ascoltare e quando parlano nessuno li capisce. Allora ho deciso di affogarli con litri e litri di whiskey. Uno, due, tre… un bicchiere per ogni grammo di bene. Tutte le sere, fino a svenire su un letto. Di chi è questo letto? Dove sei? Perché non ci sei? Qui “la pioggia picchia come la morte”, e tu non sei sotto il mio cielo. Avrei bisogno di un ombrello, ma ho un orgoglio che non mi permette di chiederlo. Allora sono uscita, una notte, a giocare con la pioggia, con le ombre, a giocare con la morte. Sono stata in un bar, era squallido e la puzza che avevo sentito nella fogna, si faceva sempre più intensa. Era il tanfo dei fantasmi di tutti i clienti, scolavano e scolavano, un bicchiere di whiskey per ogni fantasma, un bicchiere per ogni grammo di bene.
Nel torbido riflesso, si animava il carnevale dei fenomeni da baraccone: donne mezze nude con corone di fiori, uomini senza scopi dall’olfatto esausto, tiravano su aria nuova e candida, con una mezza cannuccia e un piatto ben caldo. Ognuno copriva quel terribile tanfo con soffi di fumo. Boccata dopo boccata, tutto nel bar trasudava catrame: le tende, i vestiti, i capelli. Quante frustrazioni ci sono in un posacenere? Quanti fantasmi riposano tra le ceneri? E poi c’era lei, l’angelo più puro del regno di tutti i dannati: la musica, quella che tende la mano e ti invita a ballare, spazzando via tutti i fantasmi, la puzza di cenere, e i bicchieri di whiskey.
Non una musica autoritaria, imposta dal barista, ma una musica scelta da noi, i mutilati di bene. In un posto così, non c’è bisogno di presentazioni, perché Lei è un filtro che screma la polpa, fino a renderti visibile all’altro. Lei può curare le ferite, disinfetta. Di quella notte non ricordo come ho fatto ritorno a casa, ma ricordo di essermi svegliata, sul letto, vestita, il viso gonfio dalle lacrime versate per ogni grammo di bene perso, scivolato in fondo a quella fogna. Sul comodino una bottiglia mezza vuota di Oban, e lo stereo, impostato su repeat all“, trasmetteva le note di “Whiskey for the Holy Ghost” (1994) e la voce profonda quanto le tenebre di Mark Lanegan. Forse è stato tutto un sogno o forse no.

1 The river rise / 2 Borracho / 3 House a home / 4 Kingdoms of rain / 5 Carnival /
6 Riding the nightingale / 7 El sol / 8 Dead on you / 9 Shooting gallery /
10 Sunrise /11 Pendulum / 12 Judas touch / 13 Beggar’s blues

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