Mario Mariotti: “Dialogo Del Soffio E Del Metallo” (2019) – di Gabriele Peritore

Il moto d’aria, l’umano soffio, invisibile e senza suono, in qualsiasi strettoia si intrufoli può rivestirsi di un suono, può elevarsi a musica, anche. Se si uniscono le labbra e si fa uscire il fiato è il fischio, se si poggiano su una canna è un flauto, se si spinge con le guance su un tubo d’ottone è la tromba e i suoi simili. Questa ultima interazione è il motivo di studio particolare di Mario Mariotti nel suo recente progetto discografico “Dialogo Del Soffio E Del Metallo” (Stradivarius 2019). Per lui che è un trombettista e ha basato tutta la sua formazione specializzandosi nella conoscenza di questo strumento e degli altri ottoni affini, è fonte assoluta di curiosità e ricerca lo scambio che si materializza tra il soffio, il suo soffio, il fiato, il respiro, e l’ottone. Uno scambio primitivo, che ricollega l’essere umano alla scoperta del suono attraverso l’emissione del fiato. Non è più un monologo come quello del fischio o un approccio a un elemento della natura come può essere una canna di legno, l’ottone è un metallo, un materiale estratto e lavorato. Un metallo adattato con un sistema di incanalamento e modulazione tramite pistoni del flusso d’aria. Questo il dialogo primario: il soffio umano che fluisce in un materiale metallico trasformato dall’umano ingegno. Questa l’alchimia. Questa la sperimentazione. Perché riconnettendosi alla primitività dell’essenza umana, al primo suono emesso, non c’è una melodia codificata come tale, c’è la scoperta e la voglia di trovare nuove soluzioni melodiche e compositive. Come se ci si risvegliasse tra mille anni, senza memoria musicale, e l’unico strumento a disposizione fosse una tromba, per lenire la solitudine ci si dovrebbe collegare al suono delle stelle e provare a riprodurlo. Altro dialogo secondario ma non meno fondamentale è quello con altri oggetti tipo lastre metalliche fatte vibrare ad arte dal performer Pietro Pirelli, o l’organo a canne affidato alla maestria di Fabio Nava, con l’ausilio di una sapiente componente elettronica. Mario Mariotti con questo progetto esplora, la vastità del vuoto e degli spazi siderali per codificare un originale linguaggio e restituire all’essere umano il piacere di ristabilire nuove alchimie melodiche.  

Tracklist: 1. Lacrymae (After Dowland). 2. Metallic. 3. Sonata op. 200 I.
4. Ricercare una melodia. 5. Sonata op. 200 II. 6. Contamplation I.
7. Sonata op. 200 III. 8. T1. 9. Dialogo del soffio e del metallo.

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