“Mario Maccaferri: un liutaio fra Cento, Parigi e New York” – di Govind Singh Khurana

Mario Maccaferri nasce a Cento nel 1900 e il suo è un esempio unico di come creatività, estro e spirito imprenditoriale sono riusciti a farsi strada nel mondo (in un mondo ancora non globalizzato) e attraverso alcune delle vicende più turbolente della storia. I suoi strumenti influenzeranno e saranno una caratteristica del sound di molti artisti: uno su tutti, Django Reinhardt. La famiglia di Maccaferri è di estrazione popolare, con pochi mezzi economici e molti figli. Già a nove anni, alla morte del padre, Mario Maccaferri si trova a dover lavorare per dare il suo contributo e a undici anni trova la sua via ed ispirazione entrando a lavorare nel laboratorio di liuteria di Luigi Mozzani. Anni di bottega, in cui apprende il mestiere da uno dei Maestri; nel mezzo, la Prima Guerra Mondiale, da cui ritorna a casa per via di una frattura ma, nel frattempo, gli anni di bottega sono diventati anche anni di studio della chitarra, perché il Mozzani lo scelse anche come suo allievo musicista, avviandolo così a una brillante carriera di concertista.  Un periodo in cui la chitarra era uno strumento in continua evoluzione e le innovazioni dal punto di vista costruttivo avevano poi riscontro nella produzione musicale; e non era raro trovare strumenti come la chitarra lyra (Mozzani naturalmente la produceva) con “extra bassi e spalla mancante, a 9 e 11 corde”. Mario Maccaferri si trasferisce a Parigi, siamo nel 1927 e in quel periodo, come musicista, è legato alla musica classica: incide così diversi dischi per Columbia e Odeon. L’attività come costruttore e liutaio continua ed è in quel periodo che costruisce la prima chitarra per Django Reinhardt, musicista che rimarrà legato al marchio Selmer Maccaferri, chitarre divenute ormai sinonimo di Gipsy Jazz. Il musicista e liutaio diverrà poi imprenditore moderno, affascinato dagli impieghi di nuovi materiali plastici anche nel mondo chitarristico, realizzando in America produzioni industriali che porteranno i  suoi ukulele in milioni di case, o ancora le invenzioni nate in tempi di crisi per il mercato degli strumenti come quella delle mollette di plastica (sì, proprio quelle per stendere il bucato) o la produzione dei case per i nastri Stereo 8. Nella pubblicazione che vi segnaliamo viene riproposta tutta l’attività di Mario Maccaferri con immagini storiche di archivio, foto esclusive di strumenti e una traduzione in inglese. 40 pagine forse sono poche per comprendere un’intera vita all’insegna della creatività ma trattandosi di una pubblicazione gratuita e a scopo divulgativo che nasce proprio a Pieve Di Cento, dove la tradizione vive ancora grazie alla Liuteria Sangirardi Cavicchi. Attiva sia sugli strumenti tradizionali sia su nuove creazioni innovative, merita un grande apprezzamento, in attesa magari di futuri e più corposi approfondimenti che vorranno concederci.

“Mario Maccaferri: un liutaio fra Cento, Parigi e New York” (a luthier in Cento, Paris and New York)
a cura di Giovanni Intelisano  (English translation Liuteria Sangirardi Cavicchi) I Luoghi Della Liuteria Editore. Disponibile presso le fiere specializzate e da Liuteria Sangirardi Cavicchi  Pieve di Cento (Bo) 

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