Maria Elena Cristiano: “Me and The Devil” (2017) – di Sonia Lippi

Sono anni che si parla di una deriva satanica del rock, di come alcuni testi, supportati da una musica elettronica e distorta, possano aizzare le folle, farle impazzire e portarle a commettere atti vandalici. Milioni di persone hanno puntato il dito contro questo genere musicale, preoccupati dal cambiamento che ha apportato nelle nuove generazioni e alla società in generale: “Satana parla attraverso il Rock”, dicevano i benpensanti degli anni sessanta. Poi, con il passare del tempo, gli psicologi hanno dimostrato che il rock è terapeutico, soprattutto per gli adolescenti, perché parla di temi ed emozioni tipici di quell’età, come la rabbia, l’amore e la trasgressione. La musica diventa un mezzo attraverso cui esprimere questi stati d’animo. E se invece i “benpensanti” avessero ragione? Se il rock fosse davvero la musica di Satana? Maria Elena Cristiano prende spunto da questa antica diatriba per scrivere la trama del suo libro “Me and The Devil” (2017), dove riesce ad intrecciare saggiamente e magistralmente la biografia del grande Robert Johnson a una storia di fantasia ma con basi di realtà. I protagonisti sono quattro spiantati e poco talentuosi musicisti rock di un sobborgo di Los Angeles che bramano il successo, la gloria e tutto ciò che comporta ottenerli. Purtroppo per loro, gli unici posti dove vengono ingaggiati sono degli infimi locali di seconda categoria, dove tutti gli sforzi per farsi notare risultano vani. Poi Frank, il chitarrista della band, si ritrova per caso ad un concerto di una tribute band di Robert Johnson. Ne rimane talmente stregato che non riesce più a togliersi dalla testa quella musica, vuole ascoltarla di nuovo, rivivere quella sensazione di estraniazione che ha provato al concerto. Così si reca in un negozio di dischi e strumenti musicali chiamato “The House of Blues”, dove Louis, l’anziano proprietario, gli racconta la leggenda che viene tramandata da anni su come Robert Johnson abbia ottenuto il successo… ovvero vendendo l’anima al diavolo. Da quel momento in poi la vita di Frank e quella dei suoi amici non sarà più la stessa. Saranno inglobati in un vortice di successo e droga, sesso e violenza, depressione e allucinazione… fino a quando non si ritroveranno ad essere nello stesso tempo vittime e aguzzini, manipolati, in ogni caso, dalla stessa entità malefica, ovvero Satana. Una trama originale, credibile e coerente fino alla fine, che tiene il lettore incollato alle pagine tramite un filo sottile di tensione che non consente di chiudere il libro prima di averlo finito. I personaggi sono tutti ben strutturati, sia caratterialmente che psicologicamente. Frank, il protagonista è un ragazzo che ha avuto un’infanzia difficile e, nonostante le droghe, l’alcool e gli eccessi, risulta avere un anima “più evoluta” rispetto a quella dei suoi amici. E’ per questo che Satana se ne innamora e la vuole corrompere. E poi c’è lui, il “Diaballo”, colui che separa qualsiasi cosa sia unita, come un’amicizia, un amore, l’anima e il corpo. Appare in carne e corna con tanto di puzza sulfurea e fare beffardo; a tratti sembra che voglia farsi sconfiggere, come se stesse recitando un ruolo assegnatogli nella notte dei tempi che non lo diverte più. Non è il solito Diavolo, non ha la testa da caprone e non compare tra le fiamme… è un uomo distinto, ben vestito, senza volto e dai mille volti, come a significare che lui è la rappresentazione della parte oscura racchiusa dentro ognuno di noi. Lo stile è scorrevole, godibile, crudo e cinico quando la storia lo richiede, con un perfetto uso dello “show don’t tell” che permette al lettore di immedesimarsi e di provare quelle forti emozioni che travolgono i protagonisti della storia. Bella l’ambientazione che fa da perfetta cornice alla trama. Maria Elena Cristiano riesce a farci vivere sia l’atmosfera fumosa e alcolica dei club degli anni trenta, sia l’esaltazione isterica delle folle nei concerti rock degli anni ottanta. I dialoghi sono talmente verosimili che danno la sensazione di leggere una storia realmente accaduta. Notevole la capacità dell’autrice di far trasparire in ogni momento l’evoluzione caratteriale e psicologica dei personaggi, la loro discesa verso la pazzia, l’inconsapevolezza delle azioni, l’onnipotenza che spesso deriva da un successo immeritato e inaspettato. Finale con colpo di scena, che lascia l’amaro in bocca e fa sperare in un secondo volume, un sequel che in qualche maniera ci tranquillizzi, regalandoci l’agognata e completa vittoria del bene sul male. Un plauso particolare va a Maria Elena Cristiano, perché in Italia è davvero difficile trovare un horror di qualità come questo, che risulta particolarmente prezioso in quanto scritto da una donna. Una storia che rimane dentro, graffiando l’anima e portando il lettore a riflettere sul significato intrinseco dell’esistenza di Dio e di Satana, come se l’uno senza l’altro non avessero modo di esistere. “Me and The Devil” racconta fatti che possiamo ascoltare tutti i giorni in un qualsiasi telegiornale, così che viene da domandarsi se non sia davvero il demonio a provocare tutte queste brutture. Un libro che fa riflettere, catartico, da leggere assolutamente.

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