Marco Tullio Giordana: “Maledetti vi amerò” (1980) – di Gianluca Chiovelli

A volte, in contesti inaspettati, si scoprono documenti sociologici di primaria importanza. Uno d’essi, che qualche cinefilo già conoscerà – una filastrocca disillusa e lunare recitata davanti al manifesto di un incolpevole Berlinguer truccato da indiano metropolitano – compare in “Maledetti vi amerò” (1980), primo film di Marco Tullio Giordana. Eccone il testo integrale (i nomi diranno ancora qualcosa a qualcuno): (…) Perché quello che conta sono le definizioni: Di Vittorio è di sinistra, quindi su questo non ci piove. Lama, invece, è di destra… con quella pipa… Enrico coi segni di guerra è come Carlo Marx che legge HölderlinPecchioli è di destra, Trombadori eh beh Trombadori è meglio che non ne parliamo, Terracini invece è di sinistra, come il tè, il riso integrale e la cucina macrobiotica; Il caffè invece è di destra, anche il bagno con la vasca è di destra La doccia, invece, è di sinistra Il Portogallo è di sinistra, insieme alle isole greche, al Marocco e all’Afghanistan, Vienna, Venezia e Praga sono di destra, Visconti era di sinistra, e Pasolini, invece, prima di morire, a quanto mi si dice, era un irrazionale populista di destra poi, dopo morto, è diventato un compagno della Madonna, eh… L’erotismo è di sinistra, la pornografia è di destra Anche la penetrazione è di destra mentre i preliminari, invece, sono di sinistra… tranne che per il pompino che, invece, è di destra La norma è di destra, la follia di sinistra, L’eterosessualità è di destra, l’omosessualità, invece, ha un profondo valore trasgressivo, quindi è di sinistra… Marocchino, afgano, erba e fungaia varia sono di sinistra, mentre anfetamine, ero e cocaloide, beh, sono robe da fascisti, eh … In quanto a Nietzsche è stato rivalutato, cioè adesso è di sinistra, Marx è di destra … Orco due, compagni, non facciamo casino, ah! Bisaglia è di destra, Basaglia è di sinistra … Cosa vuol dire una vocale …” “Maledetti vi amerò” è il miglior film sul declino della sinistra storica alla fine degli anni Settanta. Riccardo “Svitol”, il protagonista (interpretato da un Flavio Bucci da Palma d’Oro), rientra a Milano dopo una latitanza di sei anni. L’aria che ritrova è quella della smobilitazione politica e del disimpegno. Si preparano tempi nuovi. I nostri. Quelli che viviamo ancor adesso, in putrefazione. Nell’Italia alle soglie del simbolico 1980 egli intravede solo ruderi ideologici: di uomini, pensieri, azioni. Si ritrova solo. I compagni sono in fuga. Chi è morto, chi si droga, chi si vende. Svitol” ha il rilievo di un samurai senza padrone, di un ronin. L’unico suo contraltare è un altro ronin, un Commissario di Polizia (Biagio Pelligra). Anch’egli senza patria. Entrambi comprendono d’essere reduci da una partita truccata in cui chi ha prestato fede è stato sconfitto. A un certo punto della pellicola Svitol” legge il commento all’esagramma 12 dell’I Ching, Il ristagno“Quando nella vita pubblica regna reciproca diffidenza in seguito alla influenza esercitata dagli ignobili, ogni operare fecondo diventa impossibile, perché il fondamento è sbagliato. Perciò il nobile sa che cosa deve fare in simili circostanze. Non si lascia sedurre da brillanti offerte a prender parte ad opere pubbliche, il che per lui sarebbe soltanto pericoloso, visto che egli è incapace di partecipare alla bassezza degli altri. Perciò nasconde i suoi pregi e si ritira in segretezza”. Per l’ex combattente politico Svitol” ecco un’alternativa. Ritirarsi, restare nell’ombra, non muoversi, come il finto condottiero Kagemusha; ma Svitol” è coerente: egli dice: ho vissuto da soldato senza paga, e ora sento che è meglio esser qualcosa, sia pure uno stereotipo, che non essere niente. Nel finale, durissimo, egli si riappropria del proprio ruolo, a fronte del nemico che il potere (quello vero) gli ha precostituito, ovvero il Commissario, altro pedone sconfitto e ingannato, il solo che Svitol” consideri suo pari. “Maledetti vi amerò” è l’inventario, gonfio di mestizia, d’una resa epocale. Un mezzo capolavoro. In tempi di confusione, e di elezioni da disonorare, sarebbe bene rimeditarlo.

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