“Malena e la Festa dei sensi” – di Irene Spagnuolo

Virtù e perversione 11: “Malena e la Festa dei sensi”
Malena
annotava i suoi pensieri umidi in un languore ansioso e fremente. Frusciava appena, la seta bianco perla di una sottoveste sotto la quale il corpo attendeva. I capelli sciolti, il rossetto violetto, un velo di cipria. Lui era il cowboy, duro e puro come gli stalloni di razza e lei sapeva bene che avrebbe voluto tenere salde le redini per tutto il tempo. Tutto il tempo dell’amore a ore. Lo avrebbe chiamato così, il cowboy, “amore a ore”. Oh, era abituata a quelli cui importava tanto marcare le ore perché lei avesse l’etichetta di sgualdrina ma, quella parola, amore, aveva il sapore forte della passione, quella che lei adorava. Lui ne avrebbe messa a profusione, di passione. Una passione cocente come il sole arrabbiato d’agosto. Fuori la pioggia dell’8 marzo sulle mimose la faceva sorridere. Avrebbe goduto, nella festa dei sensi. Perché Malena celebrava così, la poesia della femminilità. Con quel trionfo di libidine urgente e schietta. Un’inquietudine sentimentale così prorompente per Malena era come un giardino di meraviglie, un’ispirazione sublime. L’inquietudine di un uomo avvezzo a dare al sesso lo spazio per accogliere tutto, tutto quello che una volta richiusa la patta dei pantaloni finiva nel silenzio ombroso della sua vita di lavoro, disciplina e solitudine. L’inquietudine di un incontro romantico che non aveva mai posto per una parola romantica. Quella era verità, pensava Malena. L’istinto di comprendersi nell’orgasmo quasi spietato della foga. L’avrebbe spogliata con i suoi occhi neri e intensi. Le avrebbe stretto i fianchi tra le mani, baciato i seni, infilato ovunque la lingua. Lei lo avrebbe accarezzato dolcemente, dolcemente sfiorandolo appena, con le dita morbide e con le labbra di violetto acceso. Fino ad accoglierlo tra le gambe, fino a farsi montare come solo un cowboy sa fare. Non avrebbe trattenuto i versi, lui. Versi di pancia, versi di piacere. Versi che le avrebbero attraversato la carne come abbracci. Profumi di un amplesso che riversava in lei ogni desiderio, ogni impulso, ogni gioia… e sguardi densi, densi di emozione e furore. A lungo. Con tutta la resistenza virile di un uomo che aveva l’erotismo nel sangue e il patema nel cuore. A lungo. Perché l’orgasmo fosse l’uragano dopo tante avvisaglie di un cielo bizzarro. Poi una tregua di tacita eccitazione. Come l’euforia trattenuta in testa. Il preludio. Il preludio di un rito, il rito del cowboy intento ancora a Malena un’altra scarica di sussulti… e lei avrebbe stretto in un piccolo morso quel momento. Un boccone di umore indimenticabile. Duro e puro. Il membro come l’anima. 
Il cow boy entrò senza fare rumore. Malena ripose il quaderno, si alzò per andare incontro ai suoi occhi neri e intensi. L’amore a ore impregnò la stanza di una soddisfazione selvaggia e viscerale. I corpi, le mani, le lingue, si esplorarono e si fusero come Malena aveva previsto. Sequenza dopo sequenza, attimo su attimo. In un piacere generoso e totale. Con i versi, gli sguardi, gli orgasmi. Con il tumulto sfrenato e franco. Con la leggerezza della voglia libera. Il cowboy con le redini salde in pugno e Malena nella Festa dei sensi. In sottofondo solo il suono della pioggia. E quella rara delizia che si trova nell’amore a ore carico di bisogno e commozione. Tutto duro e puro, il suo cowboy. Tutto dentro di lei, in ogni modo e con ogni battito. Fino al fragore e alla tregua… e poi ancora. Nel bianco e candido boccone. Nella sua intimità inzuppata come la mimosa fuoriNel silenzio di un’intesa sfrenata. Nella poesia di una complicità di pensieri audaci. Senza l’ingombro delle parole. Montata, come solo un cowboy sapeva fare… e sfinita di estasi. Così era Malena quando lui tornò ad essere il solitario con l’eros chiuso a chiave nel petto, serrò la porta e scese le scale per sparire all’orizzonte plumbeo della notte. L’amore del sesso”. Non poteva esserci altro titolo, per la poesia del cowboy. Poche righe di febbre e felicità: torneranno altre oretornerai tu e saremo ancora piacere
Il sonno più placido del mondo poteva dunque avvolgere Malena, la poetessa dell’umanità: sazia e lieta. Oh come adorava la passione! La passione del cowboy, la sua passione…!

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